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Il CNR diventa open

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Il Presidente del Consiglio nazionale delle ricerche (CNR) Luigi Nicolais ha sottoscritto la Berlin Declaration on Open Access to Knowledge in the Sciences and Humanities (Dichiarazione di Berlino) che costituisce la ‘carta’ europea di adesione ai principi dell’accesso aperto ai prodotti della ricerca finanziata con fondi pubblici. 

Con questo atto il CNR si impegna ad assicurare il massimo accesso al patrimonio informativo prodotto dalle attività di ricerca dell’Ente: i risultati della ricerca saranno diffusi non solo attraverso le modalità tradizionali di pubblicazione, ma anche attraverso i nuovi strumenti informativi aperti, propri delle tecnologie di informazione e comunicazione, che consentono di mettere a frutto più efficacemente i principi dell’open access. 

“La Dichiarazione di Berlino definisce l’accesso aperto come una strategia essenziale per garantire la diffusione e il riutilizzo dei risultati della ricerca da parte della comunità scientifica e della società civile”, afferma il presidente NIcolais. “Le attuali condizioni economiche e finanziarie in cui versano paesi come l’Italia, impongono alle istituzioni scientifiche ed accademiche uno sforzo ulteriore per rendere ampiamente e immediatamente fruibili i risultati e il patrimonio di conoscenze acquisiti attraverso i processi della scienza e della tecnologia. L’attuazione dei principi dell’accesso aperto ai prodotti della ricerca può senza dubbio favorire la crescita culturale ed economica del paese”.

I sottoscrittori della Berlin Declaration si impegnano inoltre ad incoraggiare i ricercatori e le altre istituzioni scientifiche, beneficiarie di finanziamenti pubblici, a utilizzare canali ad accesso aperto per la pubblicazione e la diffusione immediata dei risultati delle loro attività di ricerca. “La sottoscrizione della Dichiarazione di Berlino”, conclude Nicolais, “consentirà al Cnr di entrare a pieno titolo nel panorama delle più importanti istituzioni attivamente impegnate nella realizzazione delle politiche e delle strategie open access adempiendo a quanto raccomandato dalle istituzioni europee”.

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I social network possono essere paragonati alle sigarette per la loro capacità di indurre sofferenze e dipendenza in chi, soprattutto tra le persone più giovani ne fa un uso incontrollato? Su queste basi ha preso il via il primo di una serie di processi intentati alle grandi aziende tecnologiche. Sul modello di quelli che misero sotto accusa le aziende del tabacco.

Crediti immagine: Robin Worrall/Unsplash

Il 28 gennaio scorso ha preso il via il primo di una serie di processi contro i colossi dei social network, accusati di aver progettato piattaforme finalizzate a creare dipendenza, specie nei più giovani. L’impostazione del processo richiama quello contro le industrie del tabacco, avvenuto negli anni 90, sia nelle strategie dell’accusa che nell’oggetto imputato: i social sono come le sigarette? Le aziende sapevano dei danni delle loro piattaforme sulla salute mentale?