fbpx Il CMCC alla Conferenza Onu | Page 3 | Scienza in rete

Il CMCC alla Conferenza Onu

Primary tabs

Read time: 2 mins

Il CMCC - Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici è presente alla Conferenza delle Nazioni Unite sullo Sviluppo Sostenibile con una serie di side events ospitati nel padiglione del Ministero Italiano dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

“Adattamento ai Cambiamenti Climatici nelle Aree Tropicali” è il titolo dell’incontro organizzato dal CMCC (Martedì 19 giugno, ore 17.00). Le strategie da adottare in aree particolarmente vulnerabili agli effetti dei cambiamenti climatici, futuri e in corso, saranno al centro di un dibattito con contributi del Ministro Corrado CliniCarlos Nobre (Istituto Brasiliano di Ricerca Spaziale), Antonio Navarra (Presidente del CMCC) e Riccardo Valentini (che al CMCC dirige la divisione Iafent - Impatti sull’agricoltura, le foreste e gli ecosistemi naturali).

Altri incontri vedono la partecipazione del CMCC in temi rilevanti all’incrocio tra la studio dei cambiamenti climatici e le prospettive dello sviluppo sostenibile.
Le foreste, ad esempio, sono il tema di una ricca tavola rotonda in cui si discute di rilevazioni e monitoraggio circa la deforestazione in Amazzonia.
L’energia, i rischi ambientali e la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra sono invece al centro di due dibattiti distinti. Il primo è incentrato sulla collaborazione italo-brasiliano verso la realizzazione della Low Carbon Economy; il secondo è invece dedicato a una discussione sulle prospettive inerentil’estrazione del petrolio con particolare attenzione ai rischi conseguenti alle perdite petrolifere durante le fasi estrattive.

Fonte: Ufficio Stampa CMCC

Autori: 
Sezioni: 
Dossier: 
Rio+20

prossimo articolo

Lavorare stanca, al caldo ammazza

Mentre il caldo estremo diventa la norma, il lavoro all'aperto resta uno dei fronti più esposti e meno tutelati. In Italia ogni anno migliaia di infortuni sono attribuibili alle alte temperature, e ogni estate porta con sé la conta dei braccianti e degli operai morti sotto il sole. Qualcosa si muove: ordinanze regionali, un protocollo nazionale, una piattaforma di previsione del rischio che funziona. Ma in Italia la prevenzione resta a macchia di leopardo e senza una legge che la renda obbligatoria ovunque. Illustrazione prodotta con Claude.

Il 19 luglio 2025 Naceur Messaoudi, bracciante di 57 anni, è morto mentre raccoglieva cocomeri nelle campagne di Montalto di Castro, in provincia di Viterbo. Pochi giorni prima un altro bracciante era morto in un agrumeto del Cosentino, un terzo in una serra del Casertano. Il 25 luglio, in Sardegna, l'operaio antincendio Gianfranco Incollu ha perso la vita mentre lavorava tra le fiamme a Jerzu, con temperature che hanno toccato i 48 gradi. Sono solo alcuni dei casi che le cronache e i sindacati hanno raccolto durante l'estate.