fbpx Una cimice per Apophis | Page 25 | Scienza in rete

Una cimice per Apophis

Primary tabs

Read time: 2 mins

Un rapporto pubblicato dall'Accademia Russa delle Scienze propone di inviare sulla superficie dell'asteroide Apophis un satellite equipaggiato con un emettitore di radioisotopi per meglio definirne l'orbita.

Sono già stati versati fiumi d'inchiostro a proposito del prossimo passaggio dell'asteroide 99942 Apophis nei pressi della Terra. Ormai è assodato che, benchè piuttosto ravvicinato (solo 29 mila chilometri), il passaggio del 13 aprile 2029 non costituirà alcun pericolo per il nostro pianeta, ma potrebbe rivelarsi cruciale per i passaggi successivi. La Terra, infatti, potrebbe alterarne l'orbita quel tanto che basta per trasformare l'asteroide in un potenziale proiettile e dato che Apophis misura circa 270 metri ci troveremmo a dover fare i conti con un problema di portata planetaria.

Il progetto russo si prefigge lo scopo di seguire il più accuratamente possibile il percorso di Apophis in occasione del passaggio del 2029 per riuscire a definire l'orbita dell'asteroide con la massima precisione e per fare questo suggerisce di far atterrare sulla superficie dell'asteroide una sorta di radiofaro. Il satellite destinato a posarsi su Apophis sarebbe equipaggiato con un emettitore di radioisotopi che permetterebbe la localizzazione dell'asteroide con una precisione senza precedenti. Dal punto di vista tecnico, si sottolinea nel rapporto, la missione potrebbe iniziare il suo cammino preparatorio già dal 2015.

Resta ancora tutto da decidere cosa fare nel terribile caso in cui il bip-bip della cimice ci dovesse segnalare per Apophis una rotta di collisione con la Terra. Quello che è certo è che tutti quanti preferiremmo lasciare un simile problema fuori dalla porta.

PhysOrg - Accademia Russa delle Scienze (in russo)

Autori: 
Sezioni: 
Astronomia

prossimo articolo

Morti di calore: la nuova guida dell'OMS per contrastarle

Mentre giugno 2026 mette in ginocchio mezza Europa con temperature da record, blackout e morti, l'Ufficio europeo dell'Organizzazione mondiale della sanità pubblica la seconda edizione della sua guida sui piani caldo-salute. Un documento che, oltre a fotografare una minaccia ormai strutturale, dice cose molto concrete su come proteggersi: dalle regole per usare il ventilatore al ruolo decisivo del verde urbano e dei pannelli solari sui tetti. E in cui la ricerca italiana ha un peso notevole. Immagine generata con Claude.

L'estate del 2026 non era ancora iniziata da un giorno che già si contavano i morti. Attorno al solstizio un'ondata di calore eccezionalmente precoce e intensa ha investito l'Europa occidentale con temperature di 14-18 °C superiori alla media per la fine di giugno. La Francia ha toccato il suo record assoluto di sempre, con 44,3 °C a Pissos, nelle Landes; in Portogallo e nel sud della Spagna si sono raggiunti i 42,7 °C; il Regno Unito ha frantumato il primato di caldo per il mese di giugno, fermo dal 1976, sfiorando i 38 °C.