fbpx CERN: l'LHC funziona | Page 2 | Scienza in rete

CERN: l'LHC funziona

Primary tabs

Read time: 1 min

Dopo 14 mesi di forzata inattività il Large Hadron Collider del CERN di Ginevra, l’acceleratore più potente del mondo, ha ripreso a funzionare. Da ieri sera alle 22 i fasci di particelle hanno ricominciato a circolare in senso orario  nell’enorme macchina, che l’anno scorso un guasto aveva messo fuori servizio dopo solo nove giorni dall’inizio della sua attività.

Dopo 14 mesi di forzata inattività il Large Hadron Collider del CERN di Ginevra, l’acceleratore più potente del mondo, ha ripreso a funzionare. Da ieri sera alle 22 i fasci di particelle hanno ricominciato a circolare in senso orario  nell’enorme macchina, che l’anno scorso un guasto aveva messo fuori servizio dopo solo nove giorni dall’inizio della sua attività. I ricercatori hanno rimesso mano all’apparecchiatura questa estate e il 9 ottobre hanno raggiunto la temperatura di circa - 271°C necessaria per il suo funzionamento; il 23 ottobre sono state inserite le particelle, che però solo stanotte, dopo un ulteriore intervento effettuato il 7 novembre, hanno cominciato a circolare nel lungo tunnel. Nel giro di una settimana si aspettano le prime collisioni a bassa energia.

Lunedì pomeriggio alle 14, al Globe of Science and Innovation del CERN, si terrà una conferenza stampa che si potrà seguire sul web all’indirizzo http://webcast.cern.ch.

Comunicato stampa CERN, Ginevra

Autori: 
Sezioni: 
Indice: 
Fisica

prossimo articolo

Caldo estremo: che cosa si intende con "adattamento"?

vista di area urbana

Temperature record, ondate di calore sempre più letali, e continuiamo a ripeterci che «ci adatteremo». Ma quando si parla di adattamento bisogna fare una distinzione fondamentale, perché climatizzatori, città più verdi, sistemi di allerta e cambiamenti nelle abitudini non sono adattamento biologico. Sono strategie indispensabili di protezione da un ambiente che cambia a una velocità senza precedenti ma, mentre il clima si riscalda nell’arco di pochi decenni, l’evoluzione umana procede in migliaia di anni. Confondere questi due tempi rischia di trasformare una necessità politica e sociale urgente in una pericolosa rassicurazione.

Le temperature record si susseguono, le notti tropicali diventano la norma, le città si trasformano in trappole di calore e gli ospedali registrano un aumento di accessi, ricoveri e decessi legati alle ondate di calore. Eppure, di fronte a questo scenario, una parola continua a essere ripetuta con sorprendente leggerezza: adattamento.

Viene spesso scritto o detto «tranquilli, ci adatteremo»: le città si adatteranno, l'agricoltura si adatterà, le persone si adatteranno.