fbpx Capirla con neuroni fai da te | Page 7 | Scienza in rete

Capirla con neuroni fai da te

Primary tabs

Read time: 1 min

Non si possono prelevare le cellule del cervello degli individui schizofrenici per studiarne le caratteristiche e le peculiarità rispetto ai neuroni sani. Per questo i ricercatori del Salk Institute for Biological Studies, in uno studio descritto su Nature, li hanno prodotti in laboratorio, spingendo cellule staminali pluripotenti indotte (iPS) da cellule epiteliali di alcuni di questi malati a evolversi verso neuroni. Hanno così potuto verificare la differenza tra queste cellule nervose e quelle ottenute da persone sane, rispetto alle quali quelle degli schizofrenici producevano meno connessioni. Avere a disposizione un modello cellulare in vitro che consenta di osservare i comportamenti e le caratteristiche di neuroni di pazienti schizofrenici permetterà di comprendere meglio la patologia.

Numerosi studi hanno messo in evidenza che nella patogenesi della schizofrenia coesistono una componente genetica e una legata all'ambiente. Il modello in vitro, creato dai ricercatori, consente di eliminare l’influenza ambientale e considerare solo gli aspetti biologici, fisiologici e genetici.

Nature pubblicato online il 13 aprile 2011

Autori: 
Sezioni: 
schizofrenia

prossimo articolo

Cosa resta dopo il talk: perché valutare l’impatto dei festival scientifici

sedia vuota su palco

Sedersi in platea, ascoltare, uscire con una sensazione precisa — entusiasmo o noia — e chiedersi come restituirla a chi organizza. Da questa esperienza personale, per Elena Panariello è nata una riflessione sulla valutazione dell’impatto dei festival scientifici: uno strumento poco praticato ma potenzialmente decisivo per ascoltare davvero il pubblico, riconoscere esclusioni, limiti e possibilità, e trasformare i dati in uno spazio democratico di confronto. Al suo lavoro è stato assegnato nel 2025 il premio per la miglior tesi del Master in Comunicazione della Scienza "Franco Prattico"

Mi siedo in poltrona, le luci si abbassano e lo spettacolo inizia.
Dopo un’ora e mezza - anzi, facciamo un’ora e quarantacinque, a causa delle domande sempre presenti dei più curiosi - il trambusto ricomincia.