fbpx Il canto dell'uccello cittadino | Scienza in rete

Il canto dell'uccello cittadino

Primary tabs

Read time: 2 mins

Ascoltate un passero che cinguetta in campagna o in un bosco di montagna. Poi, sempre che riusciate, ascoltatene un altro che canta in città. Sentirete che l'uccello urbano canta "più forte" di quello che vive in ambiente naturale. Passeri, merli e cinciallegre infatti,  dovendo convivere con l'incessante rumore di sottofondo dell'ambiente urbano,  hanno  negli anni modificato la frequenza del loro canto. L'inquinamento acustico ha alterato il cinguettio degli uccelli ma non è l'unica causa di questo cambiamento. Un team di ricercatori dell'Università di Copenhagen e dell'Università di Aberystwyth ha recentemente  scoperto che anche  l'architettura delle città è causa di distorsioni nella comunicazione degli uccelli. Lo studio, pubblicato sulla rivista PLoS One,  ha messo in evidenza che la maggiore frequenza con la quale cantano gli uccelli in ambiente urbano è dovuta non solo al rumore della città ma anche al tentativo di minimizzare la riflessione dei suoni causata dalla cementificazione.

"Con l'aiuto di registrazioni sonore controllate, abbiamo dimostrato che le frequenze più elevate nelle canzoni degli uccelli urbani sono trasmesse anche quando nelle città non c'è alcun rumore da traffico. Ciò dimostra che la struttura fisica delle città deve svolgere un ruolo considerevole nella modifica delle frequenze.", spiega il Professor Torben Dabelsteen, della Sezione di Ecologia ed Evoluzione presso l'Università di Copenhagen Dipartimento di Biologia. Palazzi, edifici  industriali e strade strette riflettono e distorcono il rumore in diversi modi e di questo  gli uccelli devono tener conto. La comunicazione avviene infatti attraverso onde sonore che vengono riflesse dalle costruzioni edili. Gli uccelli, per potersi riconoscere in ambiente urbano, hanno dovuto evolversi in modo da ridurre gli echi prodotti dalla cementificazione.

Autori: 
Sezioni: 
Indice: 
Inquinamento

prossimo articolo

Medicina aerospaziale: cosa ci insegna la vita in orbita sulla biologia umana

astronauta nello spazio

Perché continuiamo a investire miliardi per tornare sulla Luna e prepararci a raggiungere Marte? Non è soltanto una questione di esplorazione o prestigio tecnologico. Nello spazio, infatti, il corpo umano è sottoposto a condizioni impossibili da replicare sulla Terra: microgravità, radiazioni cosmiche e isolamento accelerano processi biologici che qui richiederebbero anni per manifestarsi. E così, dalle cellule coltivate su organ-on-chip agli studi sull'invecchiamento e sulla medicina di precisione, la ricerca aerospaziale sta trasformando le missioni spaziali in laboratori unici per comprendere meglio malattie, sviluppare nuove terapie e migliorare la salute di tutti noi.

Al racconto dell’umanità nello spazio a volte manca qualcosa. Spesso le missioni spaziali vengono raccontate come eventi grandiosi, emotivi, momenti nei quali i limiti dell’essere umano sono messi alla prova – e a volte superati. Una narrazione che tiene le persone col naso all’insù ma che a volte manca di rispondere a una domanda: dopotutto, a cosa serve andare nello spazio?