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Un caffè che consolida i ricordi

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Parliamo di caffè. Secondo la FDA, l'ente statunitense che si occupa di regolamentare cibo e farmaci, il 90% della popolazione mondiale consuma caffeina. L'80% degli americani assume caffeina ogni giorno. Mediamente ogni giorno vengono assunti 200mg di caffeina pari a una tazza grande di caffè o a due tazze piccole.
Chi lo ama e non può farne a meno sarà contento all'udire ciò che hanno scoperto ricercatori della Johns Hopkins University (Usa): il caffè potenzia la nostra memoria a lungo termine. La notizia arriva dalle pagine della prestigiosa rivista Nature Neuoroscience.

"Che la caffeina potenzi le capacità cognitive è cosa già nota ma la sua capacità di consolidare i ricordi rendendoli difficili da dimenticare non era mai stata verificata" spiega Michael Yassa, primo autore dello studio. "Siamo i primi a rilevare questo effetto sull'uomo, effetto che perdura nelle 24 ore successive all'assunzione."

I ricercatori hanno condotto uno studio in doppio cieco (nè gli sperimentatori nè i soggetti coinvolti sono a conoscenza del trattamento) reclutando 100 soggetti non abituati ad assumere caffeina in maniera regolare. E' stato chiesto loro di memorizzare delle immagini. Cinque minuti dopo hanno ricevuto placebo o una tavoletta contenente 200mg di caffeina. Prima dell'assunzione sono stati effettuati dei prelievi di campioni salivari per misurare i livelli di caffeina "basali". Prelievi eseguiti nuovamente a distanza di un'ora, tre ore e 24 ore dall'assunzione di caffeina o placebo.

Il giorno seguente è stato chiesto loro di riconoscere le immagini che avevano visto il giorno precedente durante il test. Alcune immagini erano le stesse mostrate, altre erano nuove e alcune erano simili ma non identiche. I membri del gruppo "caffeina" erano in grado di riconoscere correttamente le nuove immagini come simili a quelle precedentemente visualizzate ma non identiche. La capacità di riconoscere le differenze fra due oggetti simili ma non identici riflette un livello più profondo di conservazione della memoria, spiegano i ricercatori. Ed è proprio qui che agisce la caffeina.

"Se non avessimo utilizzato il trucco delle immagini simili ma non identiche non avremmo scoperto l'effetto della caffeina" spiega Yassa. "Ricorrere a questo stratagemma significa chiedere al cervello uno sforzo in più nel processo di riconoscimento."

Fino ad ora gli effetti della caffeina sulla memoria a lungo termine non erano stati esaminati nel dettaglio. Questa ricerca si discosta dalle altre nella metodologia: i soggetti hanno assunto caffeina dopo aver cercato di memorizzare le immagini, non prima.
"Quasi tutti gli studi precendenti prevedevano l'assunzione di caffeina prima della sessione di studio quindi, in caso di miglioramento della performance, non era possibile capire se fosse un effetto della caffeina o dell'attenzione, dello stato di vigilanza o altri fattori. Con la somministrazione dopo l’esperimento escludiamo tutti questi effetti: il miglioramento è legato alla memoria e a nient’altro," assicura Yassa.

"Il prossimo passo è capire quali siano i meccanismi cerebrali che sottendono a questo miglioramento" conclude il ricercatore."

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