I primi risultati dell'esperimento MEG riducono notevolmente la probabilità che possa esistere un tipo di decadimento subatomico ritenuto fondamentale per la teoria supersimmetrica.
Per i fisici è semplicemente SUSY (da SUper SYmmetry) e indica il tentativo in atto dagli anni 70 di dare un assetto più ordinato al cosiddetto Modello standard, la teoria che descrive il mondo delle particelle elementari e le loro interazioni. La maggiore eleganza e semplicità di SUSY decantate da molti fisici, però, non bastano per rendere valida la teoria. Il banco di prova è l'individuazione sperimentale delle particelle e dei fenomeni che la teoria prevede e l'esperimento MEG – gestito dall'Istituto svizzero Paul Scherrer – ha proprio come obiettivo la ricerca del segnale di uno dei fenomeni chiave della teoria supersimmetrica: il cosiddetto “muegamma”, termine che indica il decadimento del muone in un positrone e in un fotone.
Le misure di straordinaria precisione
di MEG raccolte negli ultimi due anni e di prossima pubblicazione su
Physical Review Letters indicherebbero che il decadimento
coinvolge meno di un muone su cinquecento miliardi, un valore che
sposta davvero al minimo la possibilità della sua esistenza. Secondo
Alessandro Baldini (INFN di Pisa), coordinatore di MEG, le misure non
escludono completamente che uno dei vari modelli di SUSY possa essere
valido, ma riducono notevolmente per i fisici le possibilità di
variazione dei parametri necessari ai modelli.
Per il momento, insomma, sembra che
SUSY debba attendere.
