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"Bufale" in ambito medico-scientifico: che fare?

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"Bufale" in ambito medico-scientifico: come nascono, come si propagano come si combattono. Venerdì 8 aprile, dalle 12 alle 13 (Sala Fiume - Palazzo Donini) si svolgerà un dibattito sul tema, nell'ambito del Festival di giornalismo di Perugia, fra Eva Benelli (agenzia Zadig), Antonio Bartolini (assessore alla sanità Regione Umbria), Piero Dominici (Università di Perugia), Giuseppe Fattori (comunicazione pubblica e istituzionale), Eugenio Santoro (Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri).

Le “bufale” trovano terreno fertile sul web e in particolare sul social media. Molte bufale, da quelle riguardanti il rapporto tra vaccinazione infantile e autismo fino a quelle che promettono cure miracolose per patologie spesso dall’esito infausto, riguardano l’ambito medico-scientifico. Come nascono le bufale sul web? Come si diffondono attraverso i social media? Com’è possibile combatterle? È necessario che le istituzioni, le società scientifiche si impegnino a comunicare tempestivamente una corretta Informazione sulla verità scientifica utilizzando anche canali non tradizionali e più vicini alla popolazione - una  contro-informazione sul web e soprattutto sui social media? Queste sono alcune delle domande cui il panel cercherà di rispondere.

LINK: A cura di Regione Umbria Direzione Salute - Comunicazione. http://www.festivaldelgiornalismo.com/programme/2016/false-medical-scien...

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Il CREA rischia una grave perdita di autorevolezza scientifica

In una lettera aperta un gruppo di ricercatori, fra i quali il Nobel Giorgio Parisi, Elena Cattaneo e Paola Bonfante, esprime la preoccupazione per le nuove nomine di direttori del CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria), l'ente nazionale di ricerca vigilato dal  Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste. Le nomine sembrano infatti «trascurare l’attinenza fra la carriera scientifica dei prescelti come direttori e le aree di ricerca dei Centri». Alcuni profili dei nuovi direttori mostrano curricula da «giovane borsista» più che da ricercatore maturo».In conclusione: «Chiediamo quindi che le procedure di nomina dei Direttori dei Centri CREA siano rese pienamente trasparenti, verificabili e fondate su criteri scientifici chiari, comparabili e coerenti con la missione dei singoli Centri. Il Paese ha bisogno di un CREA forte, autorevole e rispettato a livello internazionale. Per esserlo, deve essere guidato da figure scientificamente riconosciute nei settori che sono chiamate a rappresentare».

Il CREA è il principale ente pubblico italiano di ricerca in agricoltura e scienze agroalimentari. Per questo, le recenti nomine da parte della dirigenza dei 12 Direttori dei suoi Centri di ricerca non possono essere considerate una vicenda interna all’Ente, ma riguardano la credibilità stessa della ricerca pubblica nazionale in un settore strategico per il Paese.