fbpx Buco nero spaccastelle | Page 2 | Scienza in rete

Buco nero spaccastelle

Read time: 2 mins

Gli astronomi indicano con il termine ULX (Ultraluminous X-ray source) quelle sorgenti di radiazione X la cui luminosità è a metà strada tra quella delle tipiche sorgenti stellari e quella molto più intensa emessa dai nuclei delle galassie attive. L'origine della luminosità delle ULX è ancora un mistero, ma uno studio presentato nei giorni scorsi al Meeting dell'American Astronomical Society tenutosi a Washington sembra suggerire uno scenario più che plausibile.

Un team di astronomi coordinati da Jimmy Irwin (University of Alabama) ha studiato accuratamente gli spettri di un ammasso globulare di NGC 1399, una galassia ellittica posta a 65 milioni di anni luce dalla Terra. Le osservazioni con il telescopio orbitante Chandra, infatti, avevano indicato che in quel vecchio ammasso globulare è ospitata una sorgente di radiazione X insolitamente luminosa.

Dagli spettri, raccolti con i telescopi Magellan dell'osservatorio cileno di Las Campanas, Irwin ha potuto appurare che l'emissione è dovuta a gas molto ricchi di ossigeno e azoto, ma senza la minima traccia di idrogeno. Una strana composizione, spiegabile solamente con la presenza di una nana bianca ridotta in frantumi e risucchiata da un buco nero. Stando alle condizioni fisiche dedotte dagli spettri, si tratterebbe di un buco nero di 1000 masse solari, cioè uno degli elusivi buchi neri di massa intermedia tanto ricercati dagli astronomi.

La nana bianca ha avuto la cattiva idea di transitare troppo vicino al buco nero e quello, dopo aver letteralmente ridotto in frantumi la stella, sta ora risucchiando ciò che ne resta.

Fonti: NASA; University of Alabama

Autori: 
Sezioni: 
Astronomia

prossimo articolo

«La scienza è con noi», dicono i ProVita

fecondazione di cellula uovo al microscopio elettronico

A Strasburgo una mostra di ProVita e Famiglia ha portato nel Parlamento europeo pannelli e video sullo sviluppo embrionale, presentati come prova scientifica che la vita è persona fin dal concepimento. Ma dietro il linguaggio scientifico si porta avanti una tesi filosofica, non biologica. Il caso è espressione di un fenomeno più ampio: un ecosistema di riviste, studi e sondaggi che cercano di costruire autorevolezza per posizioni ideologiche, confondendo vita umana e persona.

Un tempo, chi erigeva la morale sessuale tradizionale a verità indiscutibile diceva «Dio è con noi». Nella nostra società secolarizzata, però, i richiami alla religione non sono più tanto efficaci, così chi si riconosce in quella visione ha dovuto cambiare strategia e richiamarsi a fantomatiche e inappellabili leggi di natura. Oggi sta tentando un salto di qualità: presentarsi come legittimo interlocutore nel dibattito scientifico, proclamando «la scienza è con noi» mentre si fa portatore di istanze che sono prive di fondamento o estranee al dominio della scienza.