fbpx Bagliori radio da incontri stellari | Page 3 | Scienza in rete

Bagliori radio da incontri stellari

Primary tabs

Read time: 1 min

Due astrofisici israeliani suggeriscono che la fusione tra due stelle di neutroni produce impulsi radio che persistono per settimane e possono dunque essere raccolti e misurati.

Secondo Ehud Nakar (Tel Aviv University) e Tsvi Piran (The Hebrew University) il merging di due stelle di neutroni non produrrebbe solamente onde gravitazionali, ma nel momento in cui le espulsioni di massa raggiungono il materiale che circonda le stelle innescherebbero la produzione di veri e propri bagliori alle lunghezze d'onda radio.

Nello studio, pubblicato su Nature, i due ricercatori hanno applicato il loro modello teorico a un segnale radio transiente individuato a quasi 3 miliardi e mezzo di anni luce e denominato RT 19870422 osservando come le caratteristiche dell'emissione si adattino perfettamente alla teoria.

Poter associare un evento radio osservabile a un fenomeno ritenuto una sicura fonte di onde gravitazionali potrebbe rivelarsi la carta vincente nella caccia a queste onde previste dalla teoria ma finora sfuggite a ogni rilevazione.

INAF

Autori: 
Sezioni: 
Astrofisica

prossimo articolo

Di che cosa parliamo quando parliamo di TEA

Campo coltivato di cereali al tramonto

Negli ultimi anni, le tecniche di ingegneria genetica e la cosiddetta “evoluzione assistita” (TEA) hanno riacceso il dibattito, in campo non solo scientifico, ma anche economico e culturale. La questione centrale può essere riassunta in una domanda: è davvero possibile, con le tecnologie attuali, intervenire sul DNA di una pianta coltivata per renderla più resistente senza dover fare i conti con implicazioni più ampie, di tipo biologico, evolutivo, agroecologico e persino filosofico? Crediti immagine: Yosi Azwan su Unsplash

L’annuncio del prossimo arrivo di nuove varietà di piante coltivate definite TEA (Tecniche di Evoluzione Assistita, interpretazione italiana di New Genetic Techniques) riaccende il dibattito su quanto la genetica possa realisticamente ottenere in termini di aumento delle produzioni alimentari e su come, modificando uno o pochi geni del corredo genetico, si possano aumentare stabilmente le resistenze a stress e parassiti, migliorare la sicurezza alimentare nei suoi diversi risvolti di sostenibilità, di equità e di etica.