fbpx Argento, palladio e supernovae | Page 4 | Scienza in rete

Argento, palladio e supernovae

Primary tabs

Read time: 1 min

L'analisi della composizione di numerose stelle di grande massa ha permesso a un team internazionale di scoprire che i meccanismi che portano alla creazione dell'oro non sono gli stessi che intervengono nella sintesi dell'argento e del palladio.

Finora si riteneva che, come tutti gli elementi pesanti che non vengono sintetizzati attraverso le reazioni nucleari che mantengono accesa una stella, anche oro, argento e palladio venissero prodotti dalla stessa tipologia di processi nel corso dell'esplosione di supernova, l'evento che pone fine all'esistenza degli astri più massicci. Camilla Hansen (Centre for Astronomy - Heidelberg University) e i suoi collaboratori hanno però messo in evidenza che questo scenario non è del tutto corretto.

Nello studio pubblicato su Astronomy & Astrophysics i ricercatori dimostrano che le quantità di argento e palladio osservate nelle stelle del loro campione non è assolutamente correlata con la quantità degli altri elementi pesanti, quale ad esempio l'oro. Questo significa che i meccanismi che nel corso di una supernova sintetizzano argento e palladio sono differenti da quelli che sfociano nella produzione dell'oro. Una distinzione che porta i ricercatori a suggerire che i preziosi elementi non si formino assieme. Ora si tratta di chiarire, con opportune simulazioni, i dettagli di questi nuovi processi.

Heidelberg University

Autori: 
Sezioni: 
Astrofisica

prossimo articolo

Un batterio che sopravvive all'impatto su Marte può viaggiare nello spazio?

Un nuovo studio della Johns Hopkins mostra che il batterio Deinococcus radiodurans sopravvive a pressioni paragonabili a quelle di un'espulsione di corpi rocciosi dalla superficie marziana. Questo risultato può avere implicazioni per le politiche di protezione planetaria, ma rappresenta solo una tappa verso la comprensione di se e come la vita microbica potrebbe sopravvivere a un viaggio interplanetario.

Nell'immagine di copertina: elaborazione della fotografia al microscopio elettronico di di D. radiodurans (da Wikimedia Commons, pubblico dominio)

Gli impatti di corpi celesti come asteroidi o comete evocano l’idea di forze dalla potenza capace di modellare superfici di pianeti o provocare estinzioni di specie. Collegarli alla vita può essere meno intuitivo, eppure questi eventi possono generare ambienti potenzialmente abitabili nei crateri che lasciano, o trasportare molecole organiche da un corpo celeste all’altro. Chiedersi se la vita stessa possa sopravvivere a un impatto è un passo ulteriore, con conseguenze dirette per le politiche di protezione planetaria che regolano le attività umane nello spazio.