Scoperto un gruppetto di
stelle della nostra Galassia che, per le sue particolari
caratteristiche, potrebbe provenire da una piccola galassia inglobata
dalla Via Lattea.
Il gruppo di 15 stelle è
stato individuato grazie ai dati raccolti dal progetto RAVE (RAdial
Velocity Experiment). Da essi emerge come queste stelle, appartenenti
al disco della Via Lattea in direzione della costellazione
dell'Acquario, abbiano velocità molto simili tra loro, ma
completamente differenti da quella delle altre stelle che stanno nei
loro paraggi. Insomma, un gruppetto di intrusi che, come una corrente
(da cui il nome di Aquarius stream), si sta muovendo per i
fatti propri nel mare stellare.
Oltre alle caratteristiche
dinamiche, le stelle mostrerebbero anche altri elementi molto simili,
quali la composizione chimica e l'età. Secondo gli scopritori,
coordinati da Mary Williams (Astrophysical Institute Potsdam), si
tratterebbe di un gruppo di stelle appartenenti un tempo a una
galassia nana fagocitata dalla Via Lattea. Nello studio, pubblicato
su Astrophysical Journal, si suggerisce che il fattaccio
sarebbe avvenuto più o meno 700 milioni di anni fa, il che comporta che
l'Aquarius stream sia un flusso stellare eccezionalmente
giovane.
Aquarius stream
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Early warning sismico: un test a posteriori sull’ultimo grande terremoto in Turchia e Siria

I sistemi di allerta sismica precoce puntano ad avvertire con secondi o decine di secondi di anticipo che è in arrivo un terremoto pericoloso. Si basano sul fatto che quando la crosta terrestre si frattura, si generano due tipi di onde. Le prime, longitudinali, solitamente non causano danni e viaggiano più velocemente delle seconde, trasversali che invece possono causare danni anche significativi agli edifici e quindi alle persone. I sistemi di allerta precoce processano il segnale delle prime onde e prevedono se e dove, nell’area circostante l’epicentro, è probabile che le seconde siano distruttive. Un gruppo di sismologi dell’Università di Napoli Federico II ha messo alla prova un approccio innovativo all’allerta precoce sfruttando i dati relativi alla prima delle due scosse che hanno colpito la regione tra Turchia e Siria a febbraio del 2023. Quella sequenza sismica ha causato quasi sessantamila morti, lasciando un milione e mezzo di persone senza casa. Nell’immagine: edifici crollati nella provincia turca di Hatay il 7 febbraio 2023. Credit: Hilmi Hacaloğlu/Voice of America.
Un gruppo di sismologi dell’Università di Napoli Federico II ha messo a punto un sistema per l’allerta sismica precoce e lo ha testato retrospettivamente sulla prima delle due scosse che hanno colpito la regione al confine tra Turchia e Siria il 6 febbraio del 2023. Considerando una soglia di intensità sismica (l’effetto del terremoto su persone e cose) moderata, il sistema si è dimostrato in grado di prevedere la zona da allertare con un anticipo che varia da 10 a 60 secondi allontanandosi dall’epicentro da 20 a 300 chilometri, con una percentuale molto contenuta di falsi allarmi.