fbpx Aperte le iscrizioni al GSSI | Page 20 | Scienza in rete

Aperte le iscrizioni al GSSI

Primary tabs

Read time: 2 mins

Da oggi, lunedì 3 giugno, è possibile far domanda per partecipare al concorso per l’ammissione alla scuola di dottorato Gran Sasso Science Institute (GSSI). I bandi relativi ai quattro percorsi di studio, fisica, matematica, informatica e scienze sociali, sono pubblicati e possono essere consultati alla pagina www.gssi.infn.it.
“La scuola internazionale di dottorato GSSI – sottolinea il Direttore Eugenio Coccia – vuole dare nuova linfa a un territorio che, seppur in difficoltà per le conseguenze del violento terremoto che l’ha colpito, è storicamente fertile dal punto di vista culturale. Insieme all’Università e ai Laboratori del Gran Sasso dell’INFN, il GSSI può contribuire a fare dell’Aquila un polo di attrazione dove fare ricerca e formazione ad altissimo livello”. “Il GSSI sarà un istituto dove allievi e docenti saranno selezionati a livello internazionale, – prosegue Coccia – attirando giovani talenti vogliamo favorire un clima culturalmente vivace e portare un contributo importante al rilancio socio-economico dell’Aquila e della Regione: d’altro canto la ricerca e l’alta formazione sono sempre motori di crescita”.

Il GSSI È la neonata scuola internazionale di dottorato e centro per la ricerca e l'istruzione superiore. Il Gran Sasso Science Institute si propone di creare un nuovo polo di eccellenza scientifica, in grado di attrarre risorse di alto livello nei settori delle scienze naturali e sociali. Il programma di dottorato di ricerca avrà inizio nell’anno accademico 2013-2014. Ed è organizzato in quattro corsi di dottorato: fisica astroparticellare, matematica nelle scienze naturali, sociali e della vita, informatica e studi urbani. Le attività di formazione e ricerca al GSSI si fondano su salde basi epistemologiche e metodologiche. Consapevoli della complessità del mondo d’oggi, non ci sono barriere a separare le aree formative del GSSI. La “fecondazione incrociata”, che porta alla contaminazione di interessi e metodologie di studio tipiche di discipline diverse, sarà una caratteristica importante dell’attività di questo nuovo Istituto. Professori, ricercatori e studenti provenienti da tutti i settori scientifici sono selezionati a livello internazionale, seguendo gli standard delle migliori scuole di specializzazione in tutto il mondo. Il dottorato di ricerca sarà rilasciato con prestigiosi Istituti: Scuola Superiore di Studi Avanzati (SISSA) di Trieste (per la fisica e la matematica), Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa (per le scienze sociali) e Istitutions Markets Technologies (IMT) di Lucca (per l’informatica). Il GSSI è un progetto sostenuto dalla Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) e attivato dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) come suo centro di studi avanzati. E’ finanziato dal Governo Nazionale e dalla Regione Abruzzo.

Autori: 
Sezioni: 
INFN

prossimo articolo

Farmaci e ambiente: quanto inquina la medicina moderna?

pastiglie varie

Negli ultimi decenni il consumo globale di farmaci è cresciuto rapidamente, trainato dall’invecchiamento della popolazione, dall’aumento delle malattie croniche e dallo sviluppo di terapie sempre più sofisticate. Ma dietro queste evidenze si nasconde anche un lato meno visibile della medicina del nostro tempo: residui di principi attivi sono ormai rilevabili in fiumi, laghi e acque costiere di tutto il mondo, con effetti reali e potenziali sugli ecosistemi. Ne abbiamo parlato con Giovanna Paolone, coordinatrice del Gruppo di lavoro sull’impatto ambientale dei farmaci della Società Italiana di Farmacologia (SIF), Raffaella Sorrentino, membro del gruppo di lavoro, ed Emanuela Testai, ex dirigente di ricerca dell’Istituto Superiore di Sanità e membro del Consiglio Direttivo della Società Italiana di Tossicologia (SITOX).

Sono il pilastro della medicina moderna, molecole in grado di debellare malattie un tempo incurabili. Stiamo parlando dei farmaci, eredi dei rimedi naturali utilizzati fin dall’Antico Egitto e oggi prodotti su larga scala grazie all’industrializzazione, che ha reso possibile trattare un numero crescente di pazienti e sviluppare nuove molecole in laboratorio. Ma dopo aver svolto la loro funzione, queste sostanze non scompaiono: vengono eliminate dall’organismo e possono continuare a circolare nell’ambiente, con effetti che vanno ben oltre quelli terapeutici.