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Anatolia culla degli indoeuropei

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I primi parlanti di lingue indoeuropee di cui si possono rintracciare le origini provenivano dall’Anatolia (quella che oggi corrisponde alla Turchia asiatica), stando ai  risultati di una ricerca condotta da Quentin D.Atkinson dell’Università di Oxford, pubblicati lo scorso giovedì su Science. L'origine della famiglia di linguaggi che ha avuto il maggiore impatto e importanza nella storia dell’umanità, almeno di quella occidentale – e a cui appartengono le lingue di origine latina, il persiano, l’Indi e altre, è tuttora controversa  tra archeologi e linguisti. Le opzioni negli studi di linguistica sono infatti divise tra l’ipotesi che i primi individui padroni della lingua proto-Indo-Europea fossero pastori-guerrieri dell’età del bronzo, emigrati con carri e cavalli dalle steppe del Mar nero per lanciarsi alla conquista di Europa ed Asia 4000 anni fa; oppure più pacifici agricoltori del Neolitico, vissuti circa 9000 anni fa nell’Anatolia, appunto, la cui influenza si è lentamente propagata verso ovest ed est.

Generalmente, la ricerca in questo settore si basa su criteri di analisi e confronto delle differenze nei vocabolari delle diverse lingue, nella grammatica e nella pronuncia, realizzando una mappatura in base alla migrazioni delle popolazioni e alla loro diffusione geografica nel corso della Storia. I ricercatori di Oxford hanno utilizzato un approccio innovativo, partendo da una base di vocaboli che sono noti per essere resistenti alle variazioni di linguaggio (come i termini relativi a parti del corpo e a relazioni familiari) e comparandoli con le parole più ancestrali dell’Indo-Europeo, le cosiddette imparentate. In particolare, hanno fatto riferimento a termini come “madre”, “mutter”,  “mat”,“madar”, “matka” e “mater”, tutte con la stessa radice proto-indo-europea “mehter”. A ciascun set di parole del vocabolario di 103 linguaggi indoeuropei, sia moderni che antichi, è stato poi assegnato un punteggio di 1 e 0, a seconda che una singola parola sia stata rimpiazzata o meno con un altro termine. Ogni lingua è stata così rappresentata con una stringa di dati incrociabili con altre informazioni storiche significative (migrazioni di popolazioni e crolli di civiltà, ad esempio) attraverso un metodo computazionale informatico. Le simulazioni sviluppate al computer hanno descritto gli ‘alberi’ delle famiglie linguistiche con  la più forte relazione tra i 103 linguaggi. Queste risultano essere compatibili maggiormente con l’ipotesi Anatolia.

I risultati di Atkinson non convincono però tutti e non mancano le prime reazioni di scetticismo. Ad esempio David Anthony, archeologo dell’ Hartwick College ed esperto delle origini del linguaggio Indo-Europeo, ha trovato questa nuova ipotesi non plausibile proprio per il metodo d’analisi scelto. Secondo Anthony, infatti, affidarsi ad un solo parametro – le parole imparentate – non è sufficiente, dal momento che considerare la grammatica e le variazioni nei suoni potrebbe facilmente escludere alcuni gruppi di linguaggi correlati da Atkinson.

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Linguistica

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