fbpx Un altro PacMan per Saturno | Page 7 | Scienza in rete

Un altro PacMan per Saturno

Primary tabs

Read time: 2 mins

Un paio d'anni fa, le rilevazioni della sonda Cassini indicavano che la situazione termica superficiale di Mimas, un satellite di Saturno, aveva un curioso andamento che rendeva il satellite davvero molto simile a PacMan. Ora si è scoperto che la stessa situazione si ripresenta anche per un altro satellite: Tethys.

Lo studio, appena pubblicato su Icarus da Carly Howett (SwRI Space Science and Engineering Division) e collaboratori, punta il dito sul fitto bombardamento di elettroni che il satellite incontra lungo la sua orbita intorno a Saturno. Tale bombardamento compatta il ghiaccio superficiale e questo fa sì che in quelle regioni Tethys non reagisca al calore solare come dalle altre parti. Il ritmo di riscaldamento durante il giorno e di raffreddamento durante la notte, insomma, non è altrettanto rapido come nel resto del satellite ed è questa anomala distribuzione di temperatura superficiale che genera il curioso aspetto di PacMan.

La conferma che anche la superficie di Tethys fosse soggetta a questa pesante influenza esterna è venuta dalle rilevazioni della sonda Cassini, che ha mostrato come le regioni corrispondenti alla “bocca di PacMan” fossero circa 15 gradi più fredde di quelle circostanti. “Trovare un secondo PacMan nel sistema di Saturno - ha commentato Howett - ci indica che i processi che stanno all'origine di queste distribuzioni termiche sono più diffusi di quanto si pensasse. Il sistema di Saturno, ma anche quello di Giove, potrebbero dunque rivelarsi una vera galleria di simili personaggi.

SwRI - NASA

Autori: 
Sezioni: 
Sistema solare

prossimo articolo

Ominini arcaici, alla ricerca dell'antenato comune

i resti di ominini ritrovati in Marocco

Nuovi fossili scoperti in Marocco e datati a circa 773mila anni fa potrebbero avvicinarci all’identità dell’ultimo antenato comune di Homo sapiens, Neanderthal e Denisova, rimasto finora sconosciuto. I resti, rinvenuti nei pressi di Casablanca e analizzati da un team internazionale di ricercatrici e ricercatori, mostrano una combinazione di caratteristiche arcaiche e moderne che apre nuovi scenari sulle origini della nostra specie.

Nell'immagine di copertina: i resti rinvenuti in Marocco. Crediti: Hublin JJ, Lefèvre D, Perini S et al. Early hominins from Morocco basal to the Homo sapiens lineage. Nature (2026). https://doi.org/10.1038/s41586-025-09914-y. Licenza: CC BY 4.0

Alcuni nuovi fossili di ominini scoperti di recente in Marocco aggiungono un nuovo tassello alla ricostruzione delle origini della nostra specie. Un team internazionale ha infatti analizzato resti datati 773mila anni fa provenienti dalla Grotte à Hominidés, nei pressi di Casablanca, scoprendo che presentano un mosaico di caratteristiche primitive e derivate che potrebbero porli alla base della linea evolutiva di sapiens, Neanderthal e Denisova.