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Alisei e "iato" del riscaldamento globale

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Chi ha seguito il dibattito sulla impropriamente detta “pausa” (o “iato”) del riscaldamento globale, troverà interessante un recente studio australiano, pubblicato su Nature Climate Change, che fornisce nuovi dati sul perché la crescita della temperatura superficiale terrestre (ma non la temperatura globale media) sia rallentata negli ultimi quindici anni (rallentata, non scomparsa, come è stato strumentalmente raccontato per screditare l’ultimo rapporto dell’IPCC).

Il gruppo di ricerca, guidato da Matthew H. England dell’università del New South Wales, ha dimostrato che negli ultimi due decenni i venti alisei del Pacifico sono stati decisamente più forti, in misura finora mai osservata e non inclusa nei modelli climatici. Gli alisei più intensi hanno favorito un maggiore assorbimento del calore accumulato nell’atmosfera verso gli strati profondi oceanici. Inoltre hanno fatto aumentare la risalita dell’aria nelle zone equatoriali del Pacifico, abbassando la temperatura superficiale oceanica locale.
L’effetto complessivo è stato un raffreddamento della temperatura superficiale terrestre di 0.1-0.2°C nel 2012, che corrisponde approssimativamente al “mancato” aumento rilevato dal 2001.
Secondo gli scienziati, lo iato “potrebbe persistere per buona parte di questo decennio se il trend degli alisei continua, ma c’è da aspettarsi una rapida ripresa del riscaldamento una volta che l’anomalia si sarà placata”.

Il risultato è in accordo con studi scientifici precedenti, secondo cui la maggior parte del calore generato dall’effetto serra viene accumulato negli oceani e la temperatura di questi, soprattutto negli strati profondi al di sotto dei 700 metri, sta crescendo rapidamente da 10-15 anni.

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Riscaldamento globale

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