fbpx Agricoltura sostenibile nel mare nostrum | Page 19 | Scienza in rete

Agricoltura sostenibile nel mare nostrum

Primary tabs

Read time: 2 mins

La diffusione di un’agricoltura e di un’industria agroalimentare sostenibili nel Mediterraneo: è l’obiettivo principale dell’Accordo quadro di collaborazione firmato oggi a Roma da Luigi Nicolais, Presidente del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), e da Cosimo Lacirignola, direttore dell’Istituto agronomico mediterraneo di Bari (Iamb) del Ciheam (Centre international de hautes etudes agronomiques méditerranéennes). L’Accordo intende favorire la sinergia dei due enti nelle differenti discipline per lo sviluppo di settori fondamentali dell’economia, attraverso programmi scientifici con i paesi del Bacino.

Il rispetto delle risorse naturali, la protezione dello spazio rurale e delle risorse biologiche di questa regione del mondo sono i cardini essenziali delle iniziative che saranno avviate. “L’intesa contribuirà a iscrivere le relative attività nel quadro della collaborazione euro-mediterranea raccomandata dalla Dichiarazione di Barcellona e a valorizzare la risorsa umana come fattore determinante dello sviluppo socio-economico e della coesistenza solidale dei popoli” spiega Francesco Loreto, direttore del Dipartimento di scienze bio-agroalimentari del Cnr, promotore del memorandum. “Le parti si impegneranno a individuare forme di finanziamento per le proposte progettuali maturate, su fondi resi disponibili da autorità locali, regionali, nazionali, comunitari e privati”.

Sono previste attività di ricerca, formazione e di divulgazione. In particolare: lo sviluppo di ricerche comuni, l’organizzazione di iniziative didattiche e di disseminazione scientifica e tecnologica, per una più ampia diffusione della cultura della ricerca, e la mobilità dei ricercatori tra i due enti. I campi di ricerca e innovazione riguarderanno la sostenibilità nei seguenti settori: agricoltura e alimentazione, gestione del suolo e delle risorse idriche, colture frutticole tipiche, sviluppo rurale.

“I due Enti”, conclude Francesco Loreto, “concorreranno alla presentazione di ricerche, studi, e progetti di disseminazione e comunicazione nell’ambito dell’Expo 2015. In questo ambito sono da segnalare alcuni eventi, in collaborazione con altre istituzioni, connessi alla dieta mediterranea (valore nutrizionale, sostenibilità ambientale, economica e socio-culturale)”.

Ufficio Stampa CNR

Sezioni: 
Canali: 
Cnr

prossimo articolo

Ha senso depavimentare le città?

strada tipica cittadina

Depavimentare le città aiuta a ridurre gli inquinanti atmosferici e la temperatura locale, soprattutto se al posto del cemento si realizzano aree verdi molto estese. In Italia specialmente, dove il consumo di suolo è ancora in crescita, potrebbe essere un buono strumento di adattamento climatico.

Foto di Mabel Amber, who will one day da Pixabay

Secondo le linee guida per la depavimentazione e il rinverdimento urbano del 2022 (finanziato nell’ambito di Horizon 2020) la superficie urbanizzata nell'Unione Europea è cresciuta del 78% dalla metà degli anni Cinquanta, a fronte di una crescita della popolazione di appena il 33%.