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Agenzia spaziale e Open Data

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Per capire cosa possa offrire in concreto la frontiera degli 'Open Data', e perchè il nostro Paese stenta ancora a decollare in questa direzione, basta guardare oltre oceano: Open Nasa, ad esempio, è un progetto che fa parte di un piano più vasto di diffusione delle risorse dell'Agenzia Spaziale Americana, iniziato tre anni fa - quando ancora non era diffuso il termine ‘open source’. Un archivio enorme di dati, pari a migliaia di set, è a disposizione della consultazione pubblica, pronto ad essere arricchito da continui aggiornamenti.

Uno dei prossimi obiettivi del progetto ha a che fare con l'ottimizzazione dell'elemento partecipazione, attraverso più di 100 programmi specifici che prevedono i contributi diretti del pubblico. Partecipazione, collaborazione e trasparenza sono in realtà principi su cui si fonda da oltre 50 anni tutta l'organizzazione e le scelte operative dell'Agenzia, fin dall'atto fondante del 1958, in cui si specificava l'intenzione di garantire il benessere degli Stati Uniti con gli stessi criteri che guidano l'Open Government (la direttiva 2009 della Casa Bianca che impone alle agenzie federali di adottare misure di trasparenza). Nel 2010, la Nasa ha ufficializzato la prima versione del proprio piano di Open Government, mentre una versione 2.0 è stata redatta nell'aprile 2012, raccogliendo tutte le attività di riferimento per ciò che riguarda la trasparenza nella politica dell'Agenzia.

Sono 5 i principi che regolano l'integrazione con l'Open Government:

1. Aumentare la trasparenza e la responsabilità dell’Agenzia verso gli stakeholder.

2. Attivare la partecipazione dei cittadini alla missione della NASA.

3. Migliorare la collaborazione interna della NASA e l’innovazione.

4. Incoraggiare partnership che possono creare opportunità economiche.

5. Istituzionalizzare filosofie e pratiche dell’Open Government  alla NASA.

L'Agenzia ha per sua parte già una vocazione all'incontro con il pubblico più 'popolare' - grazie a una lungimiranza fondamentale per immaginare le missioni spaziali. Quello che diventa necessario è quindi un intervento più deciso, magari di carattere politico come per gli Stati Uniti, per far partire la macchina degli Open Data.

 

 


 



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