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Accordo in vista?

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Accordo in vista fra Città della Scienza e Regione Campania? Il 16 settembre i due enti hanno emesso un comunicato in cui si dice che la Regione può sbloccare quasi due milioni di euro a fronte del ritiro, da parte della Fondazione, del decreto ingiuntivo con cui si chiedeva il pagamento di 4 milioni di euro (parte dei complessivi 7,6 milioni di euro dovuti dalla Regione).

Il tavolo tecnico, da cui è emersa questa soluzione, è composto da Guido Trombetti, Assessore regionale all’Università e alla Ricerca Scientifica; Maria Tirone, Vice Capo di Gabinetto del Presidente, Rosa Jossa dell’Avvocatura Regionale, e Vittorio Silvestrini, Presidente della Fondazione IDIS-Città della Scienza.

La proposta - che consentirebbe di pagare gli stipendi arretrati ai dipendenti della Città della scienza - garantisce in sostanza il pagamento solo una parte dei crediti vantati dalla Fondazione Idis verso la Regione, e non dice nulla del futuro.

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Il CREA rischia una grave perdita di autorevolezza scientifica

In una lettera aperta un gruppo di ricercatori, fra i quali il Nobel Giorgio Parisi, Elena Cattaneo e Paola Bonfante, esprime la preoccupazione per le nuove nomine di direttori del CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria), l'ente nazionale di ricerca vigilato dal  Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste. Le nomine sembrano infatti «trascurare l’attinenza fra la carriera scientifica dei prescelti come direttori e le aree di ricerca dei Centri». Alcuni profili dei nuovi direttori mostrano curricula da «giovane borsista» più che da ricercatore maturo».In conclusione: «Chiediamo quindi che le procedure di nomina dei Direttori dei Centri CREA siano rese pienamente trasparenti, verificabili e fondate su criteri scientifici chiari, comparabili e coerenti con la missione dei singoli Centri. Il Paese ha bisogno di un CREA forte, autorevole e rispettato a livello internazionale. Per esserlo, deve essere guidato da figure scientificamente riconosciute nei settori che sono chiamate a rappresentare».

Il CREA è il principale ente pubblico italiano di ricerca in agricoltura e scienze agroalimentari. Per questo, le recenti nomine da parte della dirigenza dei 12 Direttori dei suoi Centri di ricerca non possono essere considerate una vicenda interna all’Ente, ma riguardano la credibilità stessa della ricerca pubblica nazionale in un settore strategico per il Paese.