fbpx 48 ore per salvare gli oceani | Page 15 | Scienza in rete

48 ore per salvare gli oceani

Primary tabs

Read time: 2 mins

L'organizzazione non governativa Avaaz.org, che dal 2007 promuove l'attivismo dei cittadini su argomenti chiave come cambiamento climatico, diritti umani e conflitti religiosi, ha lanciato una petizione rivolta ai leader dell'Unione Europea per il salvataggio degli oceani nel mondo, sempre più provati dall'inquinamento e dalla pesca industriale. Nei prossimi giorni, i governi mondiali prenderanno in considerazione un nuovo piano di salvataggio, che dovrebbe tutelare maggiormente le acque internazionali e portare alla creazione di numerose riserve marine protette. L'opposizione di Canada, Stati Uniti e Giappone potrebbe, tuttavia, portare a un fallimento del progetto.

Avaaz.org vuole assicurare che le opinioni e i valori dei singoli cittadini influiscano sui processi decisionali globali, quindi si impegna a consegnare la petizione direttamente in riunione, che si terrà a porte chiuse alle Nazioni Unite. L'obiettivo è quello di influenzare positivamente i lavori, attraverso il coinvolgimento in prima persona dei leader europei.

Questo il testo della petizione:

To EU leaders:

As concerned citizens from across the world, we call on you to champion a rescue plan for the world's oceans that will protect 20% of our oceans as marine reserves by 2020; end overfishing and ban harmful subsidies; and establish an international binding treaty to protect life on the high seas. The oceans are dying, and this is our greatest opportunity to ensure their protection for future generations.

Le prossime 48 ore saranno fondamentali per il raggiungimento della quota stabilita di 500 mila firme. Gli oceani stanno morendo e questa petizione potrebbe essere l'ultima opportunità per assicurare la loro protezione per le generazioni future.

Autori: 
Sezioni: 
Canali: 
Dossier: 
Indice: 
Petizioni

prossimo articolo

Fotoni come neuroni, una ricerca italiana a cavallo di due Nobel

Una ricerca italiana pubblicata su Physical Review Letters dimostra che circuiti fotonici quantistici si comportano spontaneamente come reti neurali. E apre un varco tra due delle scoperte premiate con il Nobel per la Fisica in anni recenti — proprio mentre Giorgio Parisi, nell'ultimo suo libro, ci invita a cercare le simmetrie che la natura nasconde sotto la superficie apparente delle cose.
Immagine: 
Sistema fotonico per simulare reti neurali, CNR.

Da tempo la fisica teorica trova interessanti punti di contatto fra  sistemi fisici complessi come i magneti disordinati, i vetri di spin, i fluidi turbolenti e ciò che fa il cervello quando recupera un ricordo. Un nuovo studio pubblicato su Physical Review Letters il 18 febbraio 2026 conferma questo suggestivo parallelismo studiando la luce — quella quantistica, fatta di fotoni identici che interferiscono tra loro.