#IoStoConLaRicerca: il bilancio della manifestazione di Roma

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Alla fine, la speranza dei ricercatori di poter far ricerca nel nostro Paese senza restrizioni è stata racchiusa nei palloncini bianchi che i circa 400 partecipanti hanno lanciato in conclusione della manifestazione: “Non c’è futuro senza ricerca”.

Molti sono stati gli speaker, che davanti a Piazza Montecitorio, hanno portato le ragioni della scienza.

Gilberto Corbellini, in pochi minuti, ha ripercosso il “difficile” rapporto, degli ultimi anni, tra il mondo della ricerca e la politica italiana. I ricercatori italiani non vogliono emigrare per poter lavorare, non vogliono essere trattati come dei bagagli persi negli scali aeroportuali. Per questo, molti dei presenti avevano messo al braccio le classiche fascette con su scritto: “Il Parlamento italiano vi augura buon viaggio”.  “E’ pretestuoso affermare che le attività di ricerca rappresentino un’occasione di accanimento nei confronti degli animali. Attualmente si stanno studiando metodi alternativi ma ancora non siamo in grado di sostituire gli animali da esperimento. L'adozione di misure più restrittive di quelle che ci prescrive l’Europa, e che sono già state recepite da 15 Paesi, finirebbe sia con il tagliare fuori i gruppi di ricerca italiani dallo sviluppo della conoscenza in ambito biomedico sia con il non rendere possibile la nostra partecipazione ai bandi di ricerca europea”, ha spiegato l’On. Ilaria Capua, presente nella duplice veste di ricercatrice e di parlamentare di Scelta Civica.

“Non sono qui per manifestare contro il governo o per protestare contro una norma approvata dal Parlamento. Sono qui per dirvi che sono dalla vostra parte, dalla parte della scienza, della ricerca, della ragione”, ha detto l’onorevole Pia Locatelli durante la giornata.

La manifestazione organizzata da Pro-Test è stata l’occasione per sensibilizzare la popolazione ai problemi della ricerca italiana: “Bisogna creare cultura e lo si fa goccia dopo goccia", ha affermato Elisabetta Dejana dell’IFOM. 

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