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Creare e condividere il proprio orto

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Facilitare la creazione e il mantenimento di orti, meglio se urbani: questa è la mission di Grow the planet, un sito pensato come una community che ogni giorno offre consigli e news sulle tecniche di coltivazione dell'orto, dalla semina al raccolto, attraverso anche altri social media come Seedvillage, Facebook e Twitter, con una grafica che strizza l'occhio al popolare Farmville. L'idea di Gianni Gaggiani e Leonardo Piras di unire l'innovazione tecnologica con le conoscenze più antiche di gestione delle risorse naturali è risultata vincitrice del TechCrunch Disrupt 2011, la competizione internazionale delle start-up di San Francisco.

Ora è disponibile iGTP, la app ufficiale della community, scaricabile gratuitamente sulla pagina dell'Apple Store dedicata. Dopo aver creato il proprio profilo sul sito di Grow the Planet, la app consente di gestire su dispositivi mobili le caratteristiche del proprio orto e condividere le informazioni con gli altri utenti. E' possibile ricevere, in modo ancora più immediato, aggiornamenti e news dal microcosmo di altri adepti di orti, urbani o più tradizionali, monitorare chi si trova nelle vicinanze, contattare gli utenti più attivi e più seguiti e partecipare alle discussioni sulle nuove creature verdi che vengono condivise nella community con immagini o video. Si può, inoltre, imparare da zero come coltivare i propri ortaggi in campagna, in città o sul piccolo spazio di un balcone grazie ai tutorials presenti nella app che consigliano i prodotti più adatti per ciascuna stagione. A queste nuove features si aggiunge poi un database degli ortaggi e dei parassiti più comuni, realizzato con la collaborazione del WWF.


Un video che spiega come funziona la community dell'orto:

                                    [video: http://youtu.be/-TStYThbwKA] 

Un'anteprima di come appare su IPhone la nuova app di GTP:


  

    


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Capire se sappiamo prevedere i terremoti è difficile

grafico onde

Prevedere la data e il luogo esatti in cui si verificherà un terremoto è impossibile. Tuttavia, si possono formulare delle previsioni probabilistiche nel breve termine, sfruttando il fatto che i terremoti tendono a concentrarsi nel tempo e nello spazio. Da una decina di anni alcuni paesi del mondo hanno lavorato a queste previsioni, cercando di formularle in modo che fossero utili per le autorità di protezione civile e di gestione delle emergenze. Tra questi paesi c’è l’Italia, che ha cominciato a lavorarci sul serio dopo il terremoto avvenuto a L’Aquila il 6 aprile del 2009. Ma come si fa a capire quando un modello produce buone previsioni? La domanda è tutt’altro che semplice. Provano a rispondere due sismologi e due statistici in uno studio pubblicato su Seismological Research Letters.

Immagine rielaborata da https://doi.org/10.1029/2023RG000823. (CC BY 4.0)

L’Italia è uno dei pochi paesi al mondo ad aver sviluppato un sistema per la previsione probabilistica dei terremoti. Si chiama Operational Earthquake Forecasting-Italy (OEF-Italy) e viene gestito dal Centro di Pericolosità Sismica dell’Istituto Italiano di Geofisica e Vulcanologia (INGV).