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CERN: tagli al budget, ma nessun pericolo per la ricerca

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La ricerca al CERN è in pericolo? Il dubbio è venuto a molti vedendo che questo era uno degli slogan ricorrenti nella manifestazione organizzata dalla Associazione del Personale CERN (APC), lo scorso 25 Agosto, in occasione di una sessione speciale del comitato scientifico e del comitato finanze del Consiglio del CERN. Facciamo un salto all’indietro per capirne le ragioni …

Nel giugno 2010 il Direttore Generale del CERN, Rolf Heuer, presentò un MTP 2011-2015 (Medium Term Plan: è l’equivalente del documento di programmazione economica triennale che il governo presenta ogni anno) basato su due pilastri: uno “sfruttamento”  intensivo di LHC, il Large Hadron Collider che costituisce la bandiera del CERN, combinato con un vigoroso piano di sviluppo per nuove iniziative per andare al di la di LHC e per diversificare al fisica. Il piano prevedeva di mantenere costane il finanziato del CERN da parte degli stati membri e mantenere il debito del CERN, contratto per costruire LHC, a un livello di poco inferiore a quello attuale (circa 500 M€, milioni di euro).

Il piano non fu accettato dal Consiglio, che chiese alla dirigenza CERN di ridurre drasticamente le spese per far posto a una riduzione di contribuzione degli stati membri e all’annullamento del debito entro il 2015. A causa di questo ma anche a causa di alcuni cambiamenti nel trattamento delle pensioni, l’APC dichiarò lo stato di agitazione con relativa manifestazione davanti ai membri del comitato finanze, spalleggiati dai rappresentanti del personale di altri Enti di ricerca europei, ugualmente convinti che la ricerca europea sia oggi in pericolo.

In realtà nel comitato finanze del CERN di fine agosto, ben preparato dalla dirigenza CERN con una serie di contatti con le varie cancellerie e con un ripensamento veloce quanto efficace dei piani di ricerca, un nuovo MTP è stato approvato (o meglio, raccomandato per approvazione al Consiglio del CERN, l’organo che ha i pieni poteri). Il piano ovviamente prevede dei sacrifici: per esempio un rallentamento della crescita degli studi su CLIC, un rallentamento degli studi e R&D (ricerca e sviluppo) per SPL (Superconducting Proton Linac), uno slittamento di un anno del programma HIE Isolde (High Intensity and Energy Isolde), una diminuzione del livello di consolidazione dell’infrastruttura civile e tecnica, ecc.. Tuttavia non si è perso o sterilizzato alcuno dei programmi importanti e in alcuni casi si è anche migliorato con un profilo di spesa più realistico.  Il budget è ridotto rispetto al piano iniziale presentato a giugno ma in modo ragionevole e accettabile: le contribuzioni degli stati vengono ridotte di poco, il livello debito sarà  ridotto in modo moderato.  Secondo me questo è un buonissimo risultato: non dimentichiamo i drastici tagli che i vari Enti di Ricerca nazionali sono costretti a subire, unitamente a condizioni economiche per il personale sempre piu’ svantaggiose.

Tanto chiasso per nulla? Secondo me si: si è cominciato a protestare quando era appena iniziata la discussione e si è generata un po’ di confusione (con uno stile da sindacato francese che non ha quasi uguali in Europa, oserei dire). La ricerca europea della fisica delle particelle, considerando la condizione economica generale – incluso un rafforzamento repentino del franco svizzero rispetto all’Euro che mette in difficoltà alcuni stati membri - esce rafforzata da questo piano che avvia, tra l’altro, la risoluzione annosa del problema della cassa pensione del CERN. Sono al CERN come dipendente da nove anni, ogni tre mesi sentivo le lamentazioni (giuste) sul fatto che la cassa pensioni è in deficit e che senza interventi  strutturali nel 2030 si corre il rischio serio che le pensioni non vengano più pagate: ebbene in questa nuova versione dell’MTP approvata dal comitato finanze di agosto, per la prima volta gli stati membri accettano di fare un’azione concreta iniettando circa 30 MCHF (milioni di Franchi svizzeri, poco piu’ di 20 milioni di euro) all’anno nel fondo pensioni, una somma che dovrà poi essere raddoppiata dal contributo del personale. Insomma niente è perfetto, tutto è migliorabile, incluso ovviamente un MTP del CERN e le condizioni di impiego e pensione, ma … siamo realisti: come si fa a lamentarsi?  Intanto guardiamo a LHC e speriamo che i nuovo risultati non manchino: questo si che è essenziale per la ricerca Europea…


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