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Cambio della guardia all'Aiea di Vienna

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Dal primo dicembre 2009 il nuovo Direttore Generale dell'International Atomic Energy Agency (IAEA) sarà l'Ambasciatore giapponese Yukiya Amano, che ha ricoperto incarichi di primaria importanza nel Ministero degli Esteri del Giappone (quali, ad esempio, Direttore della Science Division, Direttore della Nuclear Energy Division e Deputy Direttore Generale per Arms Control and Scientific Affairs). Credo che molti, moltissimi, nella comunità di studiosi di problemi di disarmo e controllo degli armamenti, nel fare gli auguri di buon lavoro al nuovo Direttore Generale, auspichino il massimo della concordanza del suo impegno con quello del suo predecessore, l'egiziano Mohamed ElBaradei, Direttore Generale dell'IAEA dal 1997, nel 2005 giustamente insignito del Premio Nobel per la Pace per il suo impegno instancabile per tentare di risolvere le controversie internazionali in maniera pacifica e concordata. Già durante l'Amministrazione Bush, riferendosi alla questione del nucleare iraniano, ElBaradei sosteneva che:

"Il timore che circonda le intenzioni iraniane non riguarda l'oggi ma un futuro a cinque o dieci anni ... Abbiamo ancora tutto il tempo per risolvere questa questione pacificamente e l'unico modo per farlo è attraverso negoziati ...In fondo il Medio Oriente dovrebbe essere una zona libera da armi di distruzione di massa, una zona della quale Israele e Iran sono entrambi membri...Questa è l'ultima opportunità per costruire una sicurezza nel Medio Oriente basata sulla fiducia e sulla cooperazione invece che sul possesso di armi nucleari...Un accordo di pace tra Israele e i suoi vicini arabi deve essere raggiunto in parallelo a un accordo di sicurezza regionale basato sull'eliminazione di tutte le armi di distruzione di massa."

Nel suo report al Board dell'IAEA del 17 Giungo scorso, ElBaradei ribadisce, con la convinzione e la lucidità di sempre, la propria convinzione circa l'assoluta necessità di perseguire negoziati e attivare tutti i possibili canali diplomatici per evitare ogni e qualunque processo di proliferazione orizzontale delle armi nucleari, sottolineando le straordinarie nuove opportunità che il mondo intero ha oggi per arrivare alla eliminazione di tutte le armi nucleari. Dal nucleare iraniano, ai test nucleari e missilistici della Corea del Nord, all'importanza del successo della prossima Conferenza di rassegna del TNP, all'urgenza della ratifica del CTBT (in particolare da parte degli Stati Uniti), tutti i nodi cruciali dello scenario internazionale vengono affrontati nello spirito della conclusione della sua Nobel Lecture del 2005:

"Immaginate cosa accadrebbe se le nazioni del mondo spendessero per lo sviluppo tanto quanto spendono per costruire macchine da guerra. Immaginate un mondo nel quale ogni essere umano potesse vivere in libertà e con dignità. Immaginate un mondo nel quale noi versassimo le stesse lacrime quando un bambino muore nel Darfur o a Vancouver...Immaginate l'eredità che potremmo lasciare ai nostri figli".

Le speranze che suscitano queste parole si mescola, purtroppo, alla disperazione suscitata da quello che sta succedendo nel nostro Paese, nel quale vengono approvate leggi che sono in palese scandaloso contrasto con la "la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo delle Nazioni Unite" (1948).

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