Emanuele Serrelli

Emanuele Serrelli è ricercatore postdoc presso l'Università di Milano Bicocca, Dipartimento di Scienze Umane per la Formazione "Riccardo Massa". Occupandosi di filosofia della biologia e di teoria dell'evoluzione, i suoi lavori spaziano nei più diversi campi di applicazione, dalla speciazione alla costruzione di nicchia, dalla genetica di popolazioni alla paleontologia, dall'adattamento all'evoluzione culturale, trattando temi vicini alla pratica scientifica, oppure più generali come i concetti stessi di spiegazione e di modello. È stato visiting scholar presso la University of Utah, Salt Lake City, e visiting fellow presso la University of Sydney, Australia. Partecipa a gruppi di ricerca nazionali e internazionali, ed è sempre aperto alla collaborazione con filosofi e scienziati di molte discipline. Si interessa anche di educazione scientifica e di comunicazione della scienza, ed è membro dell'editorial board di Pikaia (www.pikaia.eu). Per un elenco delle sue pubblicazioni e attività si veda il sito www.epistemologia.eu.

La frode di Piltdown


Il saggio “La cospirazione di Piltdown” si inserisce nella cronologia gouldiana che ho delineato sopra nel paragrafo “Collegialità e multicontestualità della scienza”.
Ecco, qui, la cronologia
di quella vicenda (Fig. 6), considerata un enigma storico, ma soprattutto la più grande frode della paleontoloantropologia o anche della scienza di tutti i tempi:

The Best Of Stephen Jay Gould

Per celebrare Stephen Jay Gould, grande paleontologo di Harvard, a dieci anni dalla sua morte (20 maggio 2002), presento qui i suoi cinque migliori saggi brevi, scelti tra quelli che scrisse per la sua rubrica “This View of Life” sulla rivista mensile dell’American Museum of Natural History, dove in oltre 25 anni di ininterrotta attività (1974-2002) pubblicò più di 300 articoli.

Essere un ornitorinco

“Essere un ornitorinco” parla di aspettative e pregiudizi su un animale che appare ai nostri occhi un mosaico, un “collage” di caratteristiche tipiche dei rettili, dei mammiferi e degli uccelli. L’omologia del becco con quello degli uccelli, come vedremo, non è in realtà confermata: il becco dell’ornitorinco non è un “atavismo”, cioè la ricomparsa di un carattere degli uccelli; non una omologia bensì una analogia, di cui Gould si occupa alla fine del saggio.