Pier Giuseppe Pelicci

Pier Giuseppe Pelicci è co-direttore scientifico dell’Istituto Europeo di Oncologia (IEO, Milano, Italia) e chairman del Dipartimento di Oncologia Sperimentale (DEO), direttore scientifico della Fondazione SEMM (Scuola Europea di Medicina Molecolare, Milano) e presidente del Consorzio Cogentech (Consorzio per le Tecnologie Genomiche, Milano). Presso l’IEO, è responsabile della pianificazione strategica dei programmi di ricerca, che include la ricerca di base, la ricerca translazionale (programmi di medicina molecolare) e la ricerca clinica. Presso la SEMM, è responsabile dello sviluppo di tre programmi di dottorato (Medicina Molecolare, Nanotecnologie Mediche, Scienze della vita: fondamenti ed etica). È membro di diverse associazioni italiane ed internazionali. È stato inoltre presidente (1998-2000) della Società Italiana di Ematologia Sperimentale. Ha ottenuto diversi riconoscimenti a livello internazionale e prestigiose fellowships e awards tra cui i premi: "C. Cioffrese" per la ricerca oncologica (Fondazione Carlo Erba, Italia), “Fondazione Chiara d’Onofrio” (Italia), “Guido Venosta” (Fondazione Italiana per la ricerca sul cancro), Award for “Excellence in Medicine” della American-Italian Foundation for Cancer Research (New York, US), Osp.le S. Raffaele (Italy). Attualmente è Professore ordinario di Patologia all’Università di Milano e co-fondatore della holding Genextra. Genextra controlla quattro realtà operanti nel settore delle biotecnologie (Congenia, DAC, Tethis e Intercept).

Nessuna frode scientifica

Scienza a giudizio--

Negli scorsi giorni una serie di articoli ha riferito della richiesta di archiviazione delle indagini condotte dalla Procura di Milano in merito a presunte frodi scientifiche che hanno coinvolto, fra gli altri, gli oncologi Pier Giuseppe Pelicci e Pier Paolo Di Fiore. Riportiamo qui sotto la loro dichiarazione affidata a Scienza in rete

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Qualche necessario chiarimento su longevità e genetica

Come forse avrete letto, la mia attività di scienziato è stata duramente attaccata in un articolo ("Per il dopo-Expo la bufala dell'elisir di lunga vita") pubblicato domenica 8 maggio 2016 da un quotidiano. Non credo che replicherò sulla stampa nazionale. Sento la necessità, però, di condividere la mia amarezza con la comunità dei miei colleghi. L’unico modo che conosco è quello di raccontarvi brevemente la scienza sulla quale sono stato attaccato. Lo devo ai miei collaboratori e a me stesso.