Covid-19/

Paola Mantellini

Gastroenterologo e oncologa, lavora a Firenze coordinando il Centro di Riferimento Regionale per la Prevenzione Oncologica della Regione Toscana e gestendo l’erogazione dei programmi di screening per il tumore della mammella, del collo dell’utero, del colon-retto e la diagnosi precoce delle lesioni cutanee dell’Area fiorentina. Da molti anni collabora con l’Osservatorio Nazionale Screening.

Screening oncologici: quanto pesa il ritardo dovuto alla pandemia

A causa della pandemia di Covid-19, l'attività di screening per il tumore al seno, alla cervice uterina e al colon-retto è stata sospesa nei mesi di marzo e aprile 2020 in tutto il territorio nazionale. A partire da maggio, l’offerta di screening è ripresa, ma le attività sono state riprogrammate con tempistiche, intensità e modalità diverse fra le varie Regioni e anche all’interno della stessa Regione. Un rapporto redatto dall'Osservatorio nazionale screening stima i ritardi che si stanno accumulando nella diagnosi oncologica di popolazione e la velocità di ripartenza dei programmi nelle diverse Regioni.

Crediti immagine: PDPics/Pixabay

Oltre un milione di esami di screening in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, un ritardo medio nella proposta degli esami diagnostici di tre mesi e la stima di lesioni tumorali non individuate pari a 2.099 carcinomi mammari, 1.676 lesioni della cervice uterina, 611 carcinomi del colon retto e quasi 4.000 adenomi avanzati.