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Paolo Gabrielli

Dal 2007 è ricercatore permanente e principal investigator presso il Byrd Polar Research Center e la School of Earth Science dell’Ohio State University a Columbus negli USA, dove si occupa di ricostruzioni paleoclimatiche e paleoambientali attraverso carote di ghiaccio estratte dalle zone polari e dai ghiacciai delle più alte montagne del pianeta. A Columbus ha realizzato un nuovo laboratorio di spettrometria di massa per la determinazione nella neve e nel ghiaccio degli elementi in traccia quali indicatori di input atmosferici di carattere cosmico, vulcanico, crostale e legati alle emissioni antropogeniche. Oggi è promotore e coordinatore di un progetto internazionale che mira ad estrarre un archivio paleoclimatico dal ghiacciaio sommitale dell’Ortles in provincia di Bolzano, nonché a studiarne le caratteristiche glaciologiche e del permafrost. E’ inoltre coordinatore di un nuovo progetto internazionale di analisi di carote di ghiaccio estratte in Tibet and in Himalaya che mira a ricostruire gli effetti dell’inquinamento atmosferico sui ghiacciai dell’Asia durante gli ultimi 500 anni. Paolo Gabrielli ha partecipato a nove spedizioni scientifiche in Antartide, Perù, Nuova Guinea e sulle Alpi. È autore di 35 pubblicazioni scientifiche (H-index = 14) su riviste ISI tra cui Nature e Nature Geoscience. Nel 1999 ha conseguito il premio Francesco Fabbri del Consorzio BIM Piave di Treviso, nel 2003 il premio nazionale Paolo Valentini dell’AINEVA e nel 2006 il premio Felice Ippolito del Programma Nazionale delle Ricerche in Antartide. Paolo Gabrielli ha presentato i suoi studi e le sue spedizioni in decine di conferenze professionali e divulgative in ambito nazionale ed internazionale. Ha conseguito la Laurea in Scienze Ambientali presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia (1998) e detiene il duplice titolo di dottore di ricerca (francese e italiano) ottenuti presso il Laboratorio di Glaciologia e Geofisica dell’Ambiente di Grenoble in Francia ed il Dipartimento di Scienze Ambientali dell’Università di Venezia (2004).