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Vincenzo Barnaba

Svolge la sua ricerca scientifica principalmente presso l'Istituto Pasteur di Roma, Fondazione Cenci Bolognetti - Dipartimento di Medicina Interna e Specialità Mediche, Sapienza Università di Roma, come associato e poi come professore ordinario di Medicina Interna dal 1990 al 2018. Dal 2014 in poi è senior research fellow della Scuola Superiore di Studi Avanzati della Sapienza Università di Roma. Dal 2011 al 2014 è stato presidente della SIICA, e dal 2017 presidente dell'Accademia Medica di Roma. Dal 1980 ha concentrato le sue ricerche sull'immunologia e sulla patogenesi delle malattie immunomediate, tra cui le malattie autoimmuni e virali (virus dell'epatite, HIV) e l'immunità tumorale. In particolare, il suo lavoro di ricerca mira a stabilire il ruolo di HBV, HIV e HCV nell'induzione di infezioni croniche, il ruolo dei virus nell'induzione dell'autoimmunità e i meccanismi attraverso i quali le risposte delle cellule T contro gli antigeni tumorali sono disfunzionali, e come possono essere scatenate per combattere i tumori. Per indagare questi aspetti, studia: la dinamica delle risposte delle cellule T CD8 contro gli antigeni virali e tumorali; i meccanismi di presentazione incrociata di antigeni esogeni (patogeni o associati a tumori); i meccanismi che influenzano la differenziazione della memoria o delle cellule T effettori durante l'immunopatologia (infezioni virali croniche, tumori); i meccanismi che controllano le risposte delle cellule T nelle infezioni croniche, autoimmunità e tumori; la proteomica delle cellule tumorali per identificare nuovi antigeni immunogenici o antigeni tumorali; i segretomi tumorali per identificare nuovi punti di controllo immunitari. I risultati ottenuti da queste ricerche sono stati pubblicati sulle più importanti riviste scientifiche (Nature, Nature Medicine, J. Exp. Med., J. Clin. Invest., ecc).

Il modulo tecnologia/economia al tempo di Covid-19

L’epidemia di Covid-19 rappresenta una formidabile prova-di-concetto del rapporto tra scienza e tecnologia. Non c’è dubbio che questo rapporto è risultato largamente virtuoso, se pensiamo alla insospettata velocità con cui abbiamo ottenuto una serie di vaccini contro il SARS-CoV-2 efficaci e sicuri. Questo risultato si deve, in larga misura, alle regole e ai controlli imposti dalle due agenzie regolatorie, che hanno vigilato prima di approvare i vaccini per l’uso umano. Ma cosa accade nei paesi non compiutamente democratici, ancorché tecnologicamente avanzati, come la Russia o la Cina? I due vaccini sviluppati in Cina da Sinovac e Sinopharm si sono rilevati molto meno efficaci dei quattro autorizzati da EMA e FDA, mentre lo Sputnik V sviluppato in Russia non è ancora stato approvato in numerosi paesi perché manca la documentazione necessaria a valutarne sicurezza ed efficacia. Tutto questo ci fa riflettere sulla straordinaria importanza della nostra “bioetica”, termine coniato per la prima volta nel 1970 dall’oncologo americano Van Reasselaer Potter, e da lui definita come “una scienza della sopravvivenza che ha la capacità di coniugare conoscenze biologiche e valori umani”, e che deriva primariamente dai concetti morali della filosofia occidentale. Ma, attenzione! L’equilibrio tra modulo tecnologia/economia e bioetica può essere molto fragile anche nei nostri paesi occidentali e può facilmente saltare.

Nell'immagine fiale del vaccino Sputnik V sviluppato dal Centro nazionale di ricerca epidemiologica e microbiologica Gamaleja di Mosca prodotte nello stabilimento della società Biocad a Sanpietroburgo. Credit: IMF/Flickr. Licenza: CC BY-NC-ND 2.0.

Martin Heidegger vedeva giusto sugli “effetti avversi” della tecnocrazia, che sviluppa potenze tecnologiche fuori controllo, ma non quando pensava che tecnologia e scienza fossero sinonimi. Tecnologia e scienza, anche se in potenza interconnesse, sono profondamente diverse.

SARS-CoV-2 visto dal sistema immunitario

Per capire l'epidemia, vale la pena capire innanzitutto il "punto di vista" del sistema immunitario: come interagisce con i virus, il lungo processo di coevoluzione tra i due, le basi della memoria immunologica.
Crediti immagine: Holger Langmaier/Pixabay. Licenza: Pixabay License

Il comportamento dell’uomo, di fronte all’insorgere di epidemie o pandemie, è più o meno lo stesso dalla notte dei tempi: ogni volta, è sorpreso e angosciato della propria disperazione nel non comprendere il perché dell’avvento di una nuova calamità.