fbpx La tavola periodica diventa una app | Scienza in rete

La tavola periodica diventa una app

Primary tabs

Tempo di lettura: 1 min

Merck PSE HD è un'applicazione multilingua utile per avere informazioni sugli elementi della tavola periodica. Semplice da utilizzare, offre informazioni doviziose ma concise e facili da consultare. Belle sono la presentazione grafica e le animazioni.

La versione per smart phone è condizionata dalle dimensioni dello schermo. L'app non sempre risponde correttamente ai comandi touch. La scelta di un elemento nella tavola periodica o di una variabile nei menù non sempre risulta semplice.

Altro limite è la mancanza di una versione in italiano.

Video tutorial e anteprime dell'app:

[video:http://vimeo.com/30195462]

PSE

PSE 2

PSE 3

6

Articoli correlati

Scienza in rete è un giornale senza pubblicità e aperto a tutti per garantire l’indipendenza dell’informazione e il diritto universale alla cittadinanza scientifica. Contribuisci a dar voce alla ricerca sostenendo Scienza in rete. In questo modo, potrai entrare a far parte della nostra comunità e condividere il nostro percorso. Clicca sul pulsante e scegli liberamente quanto donare! Anche una piccola somma è importante. Se vuoi fare una donazione ricorrente, ci consenti di programmare meglio il nostro lavoro e resti comunque libero di interromperla quando credi.


prossimo articolo

Gaza e le sfide ambientali della guerra: come ricostruire la vita

Trump pensieroso di fronte a un cartello vendesi nuda proprieta con la proprieta immobiliare di Gaza

Mentre le bombe echeggiano ancora su Gaza, si fa largo il dubbio riguardo a chi gestirà la striscia nel dopoguerra e quali azioni sarà necessario fare per permettere di abitarla di nuovo. Hotel di lusso, casinò e ville sono alcune delle proposte emerse per dimenticare il conflitto, ma ricostruire palazzi demoliti non è l’unica difficoltà dopo una catastrofe. I vecchi conflitti ci insegnano infatti che l’ambiente naturale, nella sua complessità, va considerato come elemento fondamentale.

Lo scorso gennaio il giornale Al Jazeera riportava una stima di 85.000 tonnellate di bombe che, lanciate su Gaza durante il conflitto, hanno ridotto in tonnellate di rovine le abitazioni. Si stima che circa il 10% delle bombe possa aver avuto dei malfunzionamenti e quindi non sia esploso, rimanendo sommerso sotto ai detriti.