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La sperimentazione animale di Danilo Mainardi

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Danilo Mainardi (1933-2017) è stato il maestro dell'etologia italiana e una voce importante della divulgazione e della riflessione sul rapporto fra noi e gli altri animali, fino all'impegno protezionista nelle file della LIPU. Intervistato dal cronista di Tempo Medico nel giugno del 1978 (con la copertina di Guido Crepax), Mainardi racconta la sua ricerca nella fase ascendente della sua carriera scientifica, focalizzata sull'etologia sociale, svoltasi all'Università di Parma.

L'articolo - che riproduciamo qui sotto - racconta le "sperimentazioni animali" sui generis che Mainardi con il suo gruppo conduceva, dalle formiche ai topi. Nonché la più romantica etologia da campo sui camosci del Parco nazionale d'Abruzzo, sulle cince e le molte altre specie pedinate nelle loro abitudini con l'amorevole zelo di un Konrad Lorenz.

Nell'intervista a Tempo Medico, che lo consacra nell'entourage medico-scientifico italiano subito dopo il successo editoriale della Intervista sull'etologia (1977) per i tipi della Laterza, Mainardi invita a una grande cautela sulle possibili estrapolazioni del comportamento animale all'uomo, e viceversa. Animale culturale per eccellenza, l'uomo è qualcosa di più di una Scimmia nuda

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Early warning sismico: un test a posteriori sull’ultimo grande terremoto in Turchia e Siria

edifici crollati nella provincia turca di Hatay

I sistemi di allerta sismica precoce puntano ad avvertire con secondi o decine di secondi di anticipo che è in arrivo un terremoto pericoloso. Si basano sul fatto che quando la crosta terrestre si frattura, si generano due tipi di onde. Le prime, longitudinali, solitamente non causano danni e viaggiano più velocemente delle seconde, trasversali che invece possono causare danni anche significativi agli edifici e quindi alle persone. I sistemi di allerta precoce processano il segnale delle prime onde e prevedono se e dove, nell’area circostante l’epicentro, è probabile che le seconde siano distruttive. Un gruppo di sismologi dell’Università di Napoli Federico II ha messo alla prova un approccio innovativo all’allerta precoce sfruttando i dati relativi alla prima delle due scosse che hanno colpito la regione tra Turchia e Siria a febbraio del 2023. Quella sequenza sismica ha causato quasi sessantamila morti, lasciando un milione e mezzo di persone senza casa. Nell’immagine: edifici crollati nella provincia turca di Hatay il 7 febbraio 2023. Credit: Hilmi Hacaloğlu/Voice of America.

Un gruppo di sismologi dell’Università di Napoli Federico II ha messo a punto un sistema per l’allerta sismica precoce e lo ha testato retrospettivamente sulla prima delle due scosse che hanno colpito la regione al confine tra Turchia e Siria il 6 febbraio del 2023. Considerando una soglia di intensità sismica (l’effetto del terremoto su persone e cose) moderata, il sistema si è dimostrato in grado di prevedere la zona da allertare con un anticipo che varia da 10 a 60 secondi allontanandosi dall’epicentro da 20 a 300 chilometri, con una percentuale molto contenuta di falsi allarmi.