fbpx Riciclo e (è) progresso | Scienza in rete

Riciclo e (è) progresso

Primary tabs

Tempo di lettura: 3 mins

Le feste di fine anno sono ormai alle spalle e anche questa volta la produzione di rifiuti domestici ha subito un incremento sensibile. Quanti avranno preso la strada giusta per il riciclo?Prendi la strada giusta Il Comieco ( Consorzio Nazionale per il recupero e il riciclo degli imballaggi a base cellulosica) aveva preparato e diffuso per tempo una lista di indicazioni per effettuare correttamente la raccolta differenziata prendendo come base un menu tipico delle feste. Risulta infatti da un recente sondaggio Ipsos-Comieco che l’83% degli italiani compie la raccolta differenziata di carta e cartoni, ma tanti sbagliano, ad esempio con la carta sporca di cibo. Era davvero utile uno speciale vademecum natalizio per i rifiuti perché l’Italia è in ritardo.  Sfogliando l’Annuario Scienza e Società 2009 (Il Mulino) ci si imbatte (p. 139) in una tabella che riporta i dati 2006 sulla produzione e smaltimento dei rifiuti urbani in Europa (Ue 27).

smaltimento

Per quanto riguarda la produzione, l’Italia risulta al dodicesimo posto con 548 Kg/abitante (media Ue, 517), mentre si colloca al quattordicesimo per lo smaltimento in discarica con 284 Kg/abitante (media Ue, 213). In fondo a questa seconda graduatoria ci sono: Belgio (24), Svezia (25), Paesi Bassi (12) e Germania (4).

Viene in mente il quesito che il chimico Gian Giacomo Arnaudon (1829-1893) proponeva più di un secolo fa: “Volete conoscere il grado di progresso industriale di un paese? Informatevi del modo con cui esso utilizza gli avanzi delle diverse manifatture”.
Arnaudon era nato a Torino nel gennaio 1829. Abbandonati presto gli studi regolari, cominciò a lavorare nella piccola azienda di famiglia occupandosi di concia, tintura e rifinizione. Prestato il servizio militare, nel 1851 fu scelto per visitare la prima Esposizione Universale di Londra. Si era guadagnato la stima del Conte di Cavour che, nel 1855, lo spedì a Parigi a studiare un'altra Esposizione Universale e a consolidare la sua esperienza tintoria presso il chimico Chevreul, Direttore della Manifattura Gobelins. Nel 1857, mentre si trovava a Parigi, fondò , insieme ad altri giovani, un’associazione che prese il nome di Société Chimique de Paris, poi Società Chimica Francese, della quale fu il primo Presidente. 

ArnoudonNel 1859 si recò in Inghilterra e Scozia per  visitare fabbriche, scuole e musei. Tornato in Italia, alla fine del 1859 divenne il capo dei laboratori chimici dell’Arsenale di Torino.  Fu poi chiamato a tenere il primo corso di Merceologia presso il R. Istituto Tecnico. Per le lezioni e gli esami, Arnaudon si serviva del Museo Merceologico, istituito dal Municipio per ospitare la collezione personale che lui stesso  gli aveva donato. Fu eletto nel Consiglio Comunale di Torino per cinque volte. Di lui si ricorda l’impegno a contrastare le spese superflue in favore di opere utili all’istruzione e all’igiene cittadina.  Fu membro della Commissione Bilancio e di quella permanente per la Pubblica Istruzione. Dopo la morte di Sobrero, chimico noto per le ricerche sugli esplosivi, fu chiamato a dirigere la scuola pratica di chimica Cavour per gli operai.  Del suo impegno civile è concreta testimonianza anche la Lega per la Pace, fondata nel 1888. Nel 1878 pubblicò il saggio Del progresso nei suoi rapporti colla utilizzazione dei residui, riedito nel 1881. Arnoudon era convinto che il termometro della civiltà e ricchezza di un popolo non  fosse il consumo pro-capite di qualcosa oppure la durata media della vita o il grado d’istruzione, ma il modo di utilizzare il tempo, gli individui, la materia e gli scarti industriali, cittadini e domestici. Per lui tutti i rifiuti, perfino quelli sociali, erano potenzialmente utili.  Oggi la tecnologia e la scienza hanno semplificato il riciclo e reso possibile anche quello di materiali, come i polimeri sintetici, che ai tempi di Arnaudon non esistevano.  Tuttavia, come in altri casi, i frutti della scienza li coglie l’educazione.

Arnaudon G. G., Del progresso nei suoi rapporti colla utilizzazione dei residui, Tip. Camilla e Bertolero, Torino, 1881
Arzenton V., Bucchi M. (a cura di), Annuario Scienza e Società 2009, Il Mulino, Bologna, 2009
West A., Plastic Alchemy in Chemistry World, 2009, 6(9), pp. 52-55
Taddia M., Un vademecum del riciclaggio in  Inquinamento, 2009, 51(119), pp. 54-56 


Scienza in rete è un giornale senza pubblicità e aperto a tutti per garantire l’indipendenza dell’informazione e il diritto universale alla cittadinanza scientifica. Contribuisci a dar voce alla ricerca sostenendo Scienza in rete. In questo modo, potrai entrare a far parte della nostra comunità e condividere il nostro percorso. Clicca sul pulsante e scegli liberamente quanto donare! Anche una piccola somma è importante. Se vuoi fare una donazione ricorrente, ci consenti di programmare meglio il nostro lavoro e resti comunque libero di interromperla quando credi.


prossimo articolo

Clima, ambiente e conflitti: implicazioni etiche per la medicina e la garanzia della cura

Disegno ad acquarello del mondo con accanto uno stetoscopio

Cambiamento climatico, degrado ambientale e aumento delle disuguaglianze sono minacce per la salute pubblica in Europa. In parallelo, il deterioramento del contesto geopolitico e l’aumento della spesa militare rischiano di sottrarre risorse alla prevenzione sanitaria, alla mitigazione climatica e al rafforzamento dei sistemi sanitari. I dati epidemiologici indicano che i rischi ambientali sono responsabili in Europa di più di 200.000 morti premature ogni anno, mentre i rischi climatici aumentano in frequenza e intensità. Allo stesso tempo, i conflitti armati e la crescente militarizzazione delle politiche di sicurezza sollevano interrogativi sulle priorità di investimento pubblico. Come possiamo integrare la salute umana nelle strategie di sicurezza europea? Una proposta è adottare un paradigma di sicurezza fondato su salute umana, stabilità degli ecosistemi e cooperazione internazionale. Integrare la salute nelle politiche energetiche, industriali e di sicurezza, insieme alla promozione della sostenibilità dei sistemi sanitari, può contribuire a costruire un modello di governance europea più resiliente ed equo. In questo contesto, la professione medica è chiamata a svolgere un ruolo etico e civico nel promuovere politiche orientate alla tutela e al diritto alla salute e alla garanzia della cura.

Immagine di copertina generata con ChatGPT
 

Negli ultimi decenni, il concetto di sicurezza ha subito una profonda trasformazione. Tradizionalmente associata alla difesa militare degli Stati e alla protezione dei confini nazionali, oggi la sicurezza include dimensioni economiche, energetiche, ambientali e sanitarie.