La realtà virtuale al servizio della salute

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È soprattutto italiano, anche se sviluppato all’estero, lo studio pilota che esplora l’applicazione clinica della realtà virtuale, pubblicato il 1 luglio scorso sul Journal of Diabetes Science and Technology. L’articolo [1] illustra come la simulazione al computer di situazioni reali con le quali un soggetto in sovrappeso interagisce sotto forma di avatar, può essere utilizzata con successo come ausilio in un programma di perdita di peso. Per il momento la sperimentazione del sistema si è concentrata sulle patologie cardiovascolari e diabetiche connesse all’obesità, ma i ricercatori, convinti che la realtà virtuale possa contribuire ad un miglioramento comportamentale della salute umana, stanno già pensando ad applicazioni nel campo della psico-oncologia.

Antonio Giordano, direttore e fondatore dello Sbarro Health Research Organization di Philadelphia e professore di Anatomia e Istologia Patologica presso l’Università degli Studi di Siena, ha ideato il progetto che è stato messo a punto da un team multidisciplinare che comprende Melissa Napolitano della George Washington University, Sharon Hayes e Gary D. Foster della Temple University, Debora Muresu dello Sbarro Institute for Cancer Reseaarch e Giuseppe Russo, laureato alla Federico II ma impegnato da quindici anni alla Temple University di Philadelphia all’interno del Digi S Lab, il primo laboratorio virtuale di ricerca al mondo che unisce la biomedicina all’informatica.

Ricerche precedenti avevano già appurato l’efficacia dell’utilizzo della realtà virtuale per modificare o confermare la pratica di determinati comportamenti. Ad esempio, una ricerca promossa dall’Università di Stanford aveva dimostrato l’importanza per il paziente di riconoscersi fisicamente nell’avatar che suggerisce di svolgere attività fisica.

Partendo da questo assunto, il team ha disegnato lo studio appena pubblicato. Inizialmente, è stato condotto un sondaggio fra 128 donne americane sovrappeso, la maggior parte delle quali avevano cercato invano di perdere chili nei 12 mesi precedenti e che non avevano mai avuto alcuna esperienza con la realtà virtuale, nemmeno a livello puramente ludico. L’88% si è dichiarata disposta ad adottare un programma che utilizza un avatar per modificare certe abitudini, con lo scopo di perdere peso.

Osservare un video che ritrae un nostro alter ego a noi somigliante che compie azioni corrette e svolge attività raccomandate dal medico sembra costituire uno stimolo efficace a mettere in pratica comportamenti virtuosi per raggiungere l’obiettivo prefissato. Stabilendo una collaborazione fra clinici di diverse discipline e tecnici informatici, i ricercatori hanno quindi creato un DVD con ambientazioni virtuali nelle quali un avatar salutista, adattabile morfologicamente alla persona reale in sovrappeso, vive situazioni quotidiane consigliabili, come allenarsi in palestra o fare una spesa sana al supermercato [2]. Il software promette effetti clinici concreti ed è infatti emerso che ha aiutato le otto donne arruolate per lo studio a perdere chili, fornendo loro informazioni utili ma anche stimolandole e mantenere comportamenti corretti. Il DVD è stato creato ad hoc per persone non avvezze a confrontarsi con la realtà virtuale o con tecnologia avanzata: l’unico intervento richiesto alle 8 pazienti è stato l’adattamento dell’avatar al proprio aspetto, grazie all’opzione di poter variare la conformazione del corpo e il colore della pelle, per esempio. Una volta a settimana, per un mese, recandosi in ambulatorio, le donne hanno visionato un video di 15 minuti nel quale il loro avatar dimostrava comportamenti corretti come la scelta di porzioni adeguate o la velocità consigliata per consumare calorie camminando.

In un mese le donne hanno perso una media di oltre 1,5 kg ciascuna, un risultato standard per un programma dietetico tradizionale. Tuttavia, i ricercatori ritengono che l’utilizzo di simili sistemi di realtà virtuale possa influenzare concretamente e definitivamente il comportamento dei pazienti, garantendo quindi risultati permanenti.

Lo studio è di piccole dimensioni e certamente servono indagini più approfondite per confermare le conclusioni appena pubblicate sul Journal of Diabetes Science and Technology. Nel frattempo, il programma terapeutico antiobesità verrà testato su scala internazionale anche grazie alla collaborazione con il Dipartimento di Endocrinologia della Sapienza di Roma. Se le sue potenzialità verranno confermate, potremmo davvero ipotizzare innumerevoli applicazioni di un sistema efficace ed economico per aiutare le persone obese o in sovrappeso a riacquistare salute.

Bibliografia e referenze :

1 Napolitano MA, Hayes S, Russo G, Muresu D, Giordano A, Foster GD, Using Avatars to Model Weight Loss Behaviors: Participant Attitudes and Technology Development, Journal of Diabetes Science and Technology, July 2013, Volume 7, Issue 4: pages 1057–1065.

2  Demo video https://www.dropbox.com/s/udt848yiryoliqv/Video%201.mp4 

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Crediti: geralt/Pixabay. Licenza: Pixabay License

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