fbpx Omeopati contro Edzard Ernst: notizia top secret? | Scienza in rete

Omeopati contro Edzard Ernst: notizia top secret?

Primary tabs

Tempo di lettura: 3 mins

La rivista Query, a firma di Andy Lewis, riporta una storia inquietante di cui protagonista è Edzard Ernst, Cattedratico di Medicina Complementare all’Univeristà di Exeter (UK). La cattedra fu istituita nel 1993 da Sir Maurice Laing allo scopo di verificare senza preconcetti l’efficacia in primis dell’omeopatia mediante protocolli clinici rigorosi. Ernst, tedesco di nascita, aveva iniziato la carriera all’Ospedale Omeopatico di Monaco, per poi dirigere la Cattedra di Medicina Fisica e Riabilitativa all’Università di Vienna. L’obiettivo iniziale di provare l’efficacia specifica dell’omeopatia si scontrava tuttavia con risultati così deludenti da indurre Ernst a una serie di pubblicazioni e iniziative per segnalare alle autorità competenti inglesi i sostanziali insuccessi e pure la necessità che i farmacisti dicano la verità sull’assenza di prove per i preparati omeopatici che vendono.

Che Ernst avesse usato la cattedra per rivelare l’inconsistenza scientifica dell’omeopatia, e non per promuoverla, ha sollevato violente reazioni degli omeopati e, in particolare del Principe Carlo noto fautore (“esperto”?) di questa cura alternativa. Al contrario, in sintonia piena con le posizioni di Ernst, lo Science Technology Committee (bipartisan) del Regno Unito  e la British Medical Society auspicavano in modo indipendente la drastica “messa al bando” dell’omeopatia già nel 2010. Sfavoriti dalle evidenze oggettive gli omeopati hanno allora cercato di screditare e delegittimare  in vari modi la figura professionale di Ernst (tecnica, com’è noto, consolidata e frequentemente adottata in politica). A questo riguardo Andy Lewis pubblica l’articolo “Schmutzige Methoden der sanften Medizin” (gli sporchi metodi della medicina alternativa) in Süddeutsche Zeitung, nel quale si accusano esplicitamente alcune società tedesche di aver finanziato il giornalista Claus Fritzsche affinchè venissero denigrati coloro che criticano l’omeopatia e specialmente Ernst.
Ligio a questo incarico Fritzsche, dopo un’intervista a Ernst (pubblicata su Deutscher Zentralverein Homöopatischer Ärzte) definiva il professore persino “privo di qualifiche, ingannevole nei confronti delle persone e inadatto a giudicare l’omeopatia”. Lewis riporta pure che a seguito della denuncia su Süddeutsche Zeitung, e forse per contenere il clamore negativo suscitato dalla notizia, una delle società inizialmente coinvolte nella campagna denigratoria (la Weleda) si ritirava dall’accordo con Fritzsche.

Questa storia non è apparsa “stranamente” in alcun mezzo di comunicazione né nel UK né, a quanto risulta a chi scrive, sui media di altri Paesi, Italia inclusa. Molto più spazio ha ricevuto la notizia dell’inaugurazione a Piazza Navona, il 17 giugno scorso, del Primo Museo dell’Omeopatia, dedicato ad Hahnemann, con la presenza benedicente del Ministro Lorenzin di cui molti in verità ignorano la peculiare competenza in ambito sanitario. Peccato davvero che molti non ricordino, Ministro incluso, la “piena” assoluzione di Piero Angela (difeso dall’Avvocato Buongiorno) accusato di diffamazione dalle due associazioninazionali omeopatiche (FIAMO e SIMO) proprio per aver sostenuto che la medicina omeopatica non aveva alcun fondamento scientifico.
C’è da chiedersi quando un Ministro patrocinerà delle giornate speciali nel Museo Nazionale della Scienza, che già esiste dal 1953 (ma poco promozionato) nel nostro Paese, dedicandole a Premi Nobel italiani (Golgi, Fermi, Natta, Rubbia, Dulbecco, Montalcini, Capecchi) grazie ai quali regge il prestigio del nostro Paese e grazie ai quali i nostri giovani possano essere attratti dalla bellezza della ricerca scientifica.

Giorgio Dobrilla

www.giorgiodobrilla.it

Articoli correlati

Scienza in rete è un giornale senza pubblicità e aperto a tutti per garantire l’indipendenza dell’informazione e il diritto universale alla cittadinanza scientifica. Contribuisci a dar voce alla ricerca sostenendo Scienza in rete. In questo modo, potrai entrare a far parte della nostra comunità e condividere il nostro percorso. Clicca sul pulsante e scegli liberamente quanto donare! Anche una piccola somma è importante. Se vuoi fare una donazione ricorrente, ci consenti di programmare meglio il nostro lavoro e resti comunque libero di interromperla quando credi.


prossimo articolo

Clima, ambiente e conflitti: implicazioni etiche per la medicina e la garanzia della cura

Disegno ad acquarello del mondo con accanto uno stetoscopio

Cambiamento climatico, degrado ambientale e aumento delle disuguaglianze sono minacce per la salute pubblica in Europa. In parallelo, il deterioramento del contesto geopolitico e l’aumento della spesa militare rischiano di sottrarre risorse alla prevenzione sanitaria, alla mitigazione climatica e al rafforzamento dei sistemi sanitari. I dati epidemiologici indicano che i rischi ambientali sono responsabili in Europa di più di 200.000 morti premature ogni anno, mentre i rischi climatici aumentano in frequenza e intensità. Allo stesso tempo, i conflitti armati e la crescente militarizzazione delle politiche di sicurezza sollevano interrogativi sulle priorità di investimento pubblico. Come possiamo integrare la salute umana nelle strategie di sicurezza europea? Una proposta è adottare un paradigma di sicurezza fondato su salute umana, stabilità degli ecosistemi e cooperazione internazionale. Integrare la salute nelle politiche energetiche, industriali e di sicurezza, insieme alla promozione della sostenibilità dei sistemi sanitari, può contribuire a costruire un modello di governance europea più resiliente ed equo. In questo contesto, la professione medica è chiamata a svolgere un ruolo etico e civico nel promuovere politiche orientate alla tutela e al diritto alla salute e alla garanzia della cura.

Immagine di copertina generata con ChatGPT
 

Negli ultimi decenni, il concetto di sicurezza ha subito una profonda trasformazione. Tradizionalmente associata alla difesa militare degli Stati e alla protezione dei confini nazionali, oggi la sicurezza include dimensioni economiche, energetiche, ambientali e sanitarie.