fbpx Oggetti compatti: se ne parla a Ferrara | Scienza in rete

Oggetti compatti: se ne parla a Ferrara

Primary tabs

Tempo di lettura: 3 mins

Da martedì 17 a giovedì 19 settembre, presso l’aula magna della Facoltà di Economia dell’Università di Ferrara, nello splendido palazzo Bevilacqua-Costabili nel centro della città si terrà l’ottavo congresso nazionale sugli oggetti compatti: “CNOC8”.

Per tre giorni si discuterà principalmente della fisica degli oggetti compatti (stelle di neutroni, buchi neri e nane bianche) in sistemi di binari nella nostra Galassia con qualche piccolo excursus su buchi neri massicci (decina-migliaia di volte la massa del Sole) nelle galassie vicine alla nostra.
I lavori inizieranno con una sessione dedicata ai nuovi strumenti per l’astronomia delle alte energie di cui l’Italia, tra cui Ferrara, è leader tecnologico. Lo sviluppo per la focalizzazione dei raggi X e dei raggi gamma ci vede, infatti, all’avanguardia mondiale. Anche il contributo italiano alle nuove missioni di alta energia in ambito europeo è di primissimo piano, grazie al supporto dell’Agenzia Spaziale Italiana. La sessione sulle nane bianche verrà polarizzata dallo studio delle stelle novae ad alte energie con particolare attenzione ai recenti risultati dalla missione FERMI della NASA, a cui l’Italia ha dato un importantissimo contributo.

Gli studi delle pulsar, stelle di neutroni di massa poco maggiore a quella del nostro Sole e di raggio attorno ai 10 Km, rotanti su sé stesse fino a quasi 1000 volte al secondo, apriranno i lavori di mercoledì. Le pulsar sono il risultato dell’esplosione di stelle molto massicce (di massa almeno 8 volte quella del nostro Sole) che dà origine alle supernovae. Risultati molto importanti sono stati conseguiti negli ultimi anni dalla comunità italiana con il satellite FERMI. La comunità italiana è altresì estremamente attiva nello studio delle pulsar radio. Il Sardinia Radio Telescope, che a breve inizierà a funzionare a pieno regime, aiuterà a mantenere l’eccellenza italiana nel campo. Si passerà quindi a discutere di buchi neri. C’è qualche informazione obiettiva sulla massa di questi elusivi oggetti estraibile dai dati sullo spettro in energia della radiazione e sulla variabilità temporale? Sembra proprio di sì. Discuteremo di un interessante metodo basato sulle proprietà temporali di sistemi binari contenenti un buco nero per ricavarne in modo preciso la massa e il periodo di rotazione.

La giornata conclusiva verterà sullo studio dei sistemi binari contenenti stelle di neutroni e sullo studio di stelle di neutroni isolate con campi magnetici estremamente elevati (magnetar). Nel primo caso ci saranno contributi su osservazioni dallo spazio effettuate, tra l’altro, con il satellite amaricano Swift, a cui l’Italia ha dato un contributo fondamentale, e su osservazioni da Terra con i telescopi situati in Cile dell’European Southern Observatory (ESO), di cui fa parte anche l’Italia, nonché con il nostro Telescopio Nazionale Galileo situato alle isole Canarie.
Saranno infine presentati risultati davvero entusiasmanti nello studio delle magnetar che hanno portato a capire in modo dettagliato la struttura del campo magnetico in uno di questi oggetti.

Il CNOC, con questo convegno, è giunto alla sua ottava edizione. Il CNOC è nato nel lontano 1999 ed ha cadenza biennale. Lo scopo principale del CNOC è di riunire la Comunità astrofisica italiana, molto attiva nello studio degli oggetti compatti, in un unico posto per discutere degli sviluppi recenti e futuri. Lo stile del CNOC è molto informale e viene data, nella scelta dei contributi orali, priorità ai giovani. Giovani che sono all’estero e in questo modo mantengono vivo il contatto con le loro origini, e giovani che lavorano in Italia. Spesso, come anche quest’anno, ci saranno contributi di giovani che stanno per laurearsi e che al CNOC muovono i loro primi passi nel mondo dell’astrofisica.

Il congresso è organizzato congiuntamente dall’Università di Ferrara e dall’Istituto Nazionale di Astrofisica-Osservatorio astronomico di Brera.

Sergio Campana e Filippo Frontera
Chairmen dello Scientific Organizing Committee


Scienza in rete è un giornale senza pubblicità e aperto a tutti per garantire l’indipendenza dell’informazione e il diritto universale alla cittadinanza scientifica. Contribuisci a dar voce alla ricerca sostenendo Scienza in rete. In questo modo, potrai entrare a far parte della nostra comunità e condividere il nostro percorso. Clicca sul pulsante e scegli liberamente quanto donare! Anche una piccola somma è importante. Se vuoi fare una donazione ricorrente, ci consenti di programmare meglio il nostro lavoro e resti comunque libero di interromperla quando credi.


prossimo articolo

Cosa succede se Claude mette il camice ed entra in laboratorio

disegno di un computer che indossa un camice da laboratorio

Anthropic ha messo al lavoro quasi mille agenti di intelligenza artificiale per esplorare enormi archivi genetici. In appena 21 ore, Claude ha individuato un sistema molecolare sconosciuto, che potrebbe aprire nuove strade per l'editing del DNA. Ma l'entusiasmo per la scoperta si è presto scontrato con i dubbi degli esperti e con la rivendicazione di un biologo che studiava lo stesso sistema da anni, condividendo i propri risultati proprio con Claude. In realtà, comunque, gli interrogativi vanno oltre la biologia: quanto sono davvero autonome le scoperte dell'IA? E quanto può fidarsi il mondo della ricerca degli assistenti virtuali?

Immagine di copertina realizzata con ChatGPT

Facciamo un gioco. Elenchiamo ciò che serve per mettere in piedi un laboratorio di ricerca. Un bancone, la strumentazione, guanti e camici, e naturalmente biologhe e biologi. Ora rifacciamo la lista aggiungendo qualcosa che in un laboratorio di solito manca, cioè qualche centinaio di biologi virtuali.