Neurocomic, il cervello a fumetti

Tempo di lettura: 3 mins
Pagine: 
148
Prezzo: 
13,60 euro
Titolo: 
Neurocomic
Autore: 
Matteo Farinella, Hana Ros
Rizzoli Lizard
Anteprima: 
Com'è fatto il nostro cervello? Quali sono i meccanismi alla base della memoria? A cosa servono i neuroni, e come sono fatti? Chi sei tu, davvero? Il libro scritto da Matteo Farinella e Hana Ros ci coinvolge in un viaggio onirico alla scoperta del cervello umano.
Miniatura: 

"Con questo libro spero di stimolare la curiosità del pubblico, di far capire che la scienza non è una fredda collezione di fatti ma una vera e propria avventura e, soprattutto, che c’è un intero mondo da scoprire all’interno del nostro cervello.”
Sono parole di Matteo Farinella, coautore e disegnatore di Neurocomic, graphic novel che racconta il funzionamento del cervello appena tradotto in Italiano e pubblicato da Rizzoli Lizard.

Neurocomic è un viaggio onirico in forma di fumetto, una specie di viaggio dantesco dove al posto di inferno, purgatorio e paradiso troviamo i neuroni, i dendriti, e le varie aree del cervello e dove ad accompagnare il protagonista, al posto di Virgilio e Beatrice, troviamo gli scienziati che hanno fatto la storia delle neuroscienze.

Dalla disputa tra Santiago Ramón y Cajal e Camillo Golgi sull’organizzazione del cervello agli esperimenti sulla memoria di Eric Kandel; il protagonista non incontrerà solo queste storiche guide ma anche i più strani personaggi, come le tre “neurotrasmettitrici” Acetilcolina, Dopamina e Serotonina, il Kraken, il calamaro arrabbiato per essere stato usato negli esperimenti di Alan Hodgkin e Andrew Huxley sull’elettrofisiologia del cervello e  il “grande ingannatore”, la nostra coscienza.
Gli autori sono i due giovani neuroscienziati Hana Roš e Matteo Farinella (altri suoi lavori qui e qui). “Da sempre mi divido tra scienza e fumetto e sognavo un modo di combinare queste due passioni - ci ha raccontato Matteo - un giorno, parlando con Hana, abbiamo pensato che il fumetto potesse essere un buon modo per rendere più accessibile il nostro campo di ricerca. Così abbiamo proposto l’idea al Wellcome Trust, una fondazione dedicata alla divulgazione scientifica, ed è grazie a loro che è nato Neurocomic.”

Il libro si legge tutto d’un fiato, è divertente e scorrevole ma allo stesso tempo riesce a dare l’idea della complessità del cervello e anche degli studi che hanno cercato, e tuttora cercano, di indagarlo. Da qui si nota la straordinaria capacità e la potenza del fumetto come strumento di comunicazione anche per materie molto complesse.
Chi conosce già la materia troverà delle vere chicche sparse qui e lì nelle tavole, chi è interessato la troverà una lettura divertente e chi invece del cervello non non ha mai neanche sentito parlare troverà molti stimoli per saperne di più.

“I fumetti riescono a trasmettere qualcosa di diver so rispetto agli articoli accademici, e per me questo significa passione, gioia, emozione. Spero che questo tipo di narrazione rappresenti un nuovo modo di coinvolgere il pubblico - ci ha raccontato Hana Roš - Con questo strumento le persone potranno avere accesso a una materia che in generale sembra molto astratta, potranno scoprire che le neuroscienze sono divertenti e interessanti, potranno appassionarsi, diventare curiosi di saperne di più e, magari, scegliere una carriera scientifica. Il nostro lavoro mostra che non c’è limite al modo in cui si possono combinare le diverse discipline, e infatti spero che molti altri siano incoraggiati  a sperimentare percorsi e linguaggi nuovi, certe volte bisogna solo essere temerari e coraggiosi, provare e vedere se funziona!

Disegni: Matteo Farinella, gentile concessione di Rizzoli Lizard

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Le notizie di scienza della settimana #107

Il nuovo Report dell’Ufficio europeo dell’Organizzazione mondiale della sanità “Healthy, prosperous lives for all: the European Health Equity Status Report” fa il punto sulle disuguaglianze di salute in Europa. In sintesi, il gap di salute fra ricchi e poveri si riduce meno dell’atteso. In termini di speranza di vita alla nascita, la differenza media è di 3,9 anni nelle donne (speranza di vita media 82 anni; intervallo: 78,1-86) e di 7,6 anni negli uomini (speranza di vita media 76,2 anni; intervallo: 3,4-15,5). L’Italia (e altri paesi come Grecia e Portogallo) ha i valori più alti di speranza di vita, segno che i fattori protettivi come dieta e coesione sociale riescono a contrastare i fattori di rischio e la presente stagnazione economica. Buona anche la performance dell’Italia nella sopravvivenza libera da malattie. Riconoscendo l’importanza di agire direttamente sui determinanti sociali della salute, l’OMS misura l’effetto di 8 politiche sulla riduzione delle differenze di salute fra classi sociali: (1) aumento di 1.000 dollari del PIL pro capite; (2) riduzione delle disuguaglianze di reddito; (3) riduzione del tasso di disoccupazione; (4) riduzione delle spese private per la salute; (5) aumento delle spese di protezione sociale; (6) aumento del finanziamento del sistema sanitario pubblico; (7) aumento della spesa pubblica in politiche del lavoro; (8) aumento della spesa pubblica nelle abitazioni e condizioni di vita. L’aumento del reddito pro capite è l’unico parametro a non avere effetto sulla disuguaglianze, mentre le politiche del lavoro e le condizioni di vita e abitative hanno l’effetto massimo.

Cronache della ricerca

Gli italiani si classificano terzi fra i vincitori degli starting grant dell’European Research Council, il bando più competitivo dell’Europa dedicato ai giovani ricercatori. Bene quindi per gli italiani (benché in discesa rispetto al bando 2018, dove si erano classificati secondi dietro la solita Germania). Male invece per l’Italia, che vede la maggior parte dei suoi ricercatori primeggiare in università e centri di ricerca all’estero.