fbpx Nei mitocondri conta anche l’apparenza | Scienza in rete

Nei mitocondri conta anche l’apparenza

Primary tabs

Tempo di lettura: 3 mins

In una cellula nulla è casuale, nemmeno la forma apparentemente disordinata delle creste mitocondriali. Uno studio appena pubblicato su Cell da Luca Scorrano, ricercatore dell’Istituto Telethon Dulbecco e professore di biochimica all’Università di Padova, ha dimostrato che l’efficienza della catena respiratoria è strettamente correlata alla disposizione delle pieghe della membrana interna dei mitocondri. E questa, a sua volta, è regolata dall’attività di un gene, chiamato OPA1.

Da anni l’attenzione dei ricercatori è concentrata su questo gene la cui alterazione è responsabile di una malattia ereditaria dell’occhio, l’atrofia ottica dominante. La mancanza della proteina codificata da OPA1 provoca infatti la morte progressiva delle cellule gangliari della retina, i neuroni responsabili della trasmissione delle immagini dall’occhio alla porzione di cervello deputata alla loro elaborazione. Questa lenta e progressiva perdita di cellule nervose comporta una parallela perdita della capacità visiva, che si manifesta in genere in età prescolare e tende a peggiorare con il tempo, anche se con diversi livelli di gravità, anche all'interno della stessa famiglia.

«Quello che abbiamo dimostrato in questo lavoro» continua Scorrano «è che OPA1 ha il compito di regolare l’efficienza della respirazione cellulare influenzando il modo in cui i componenti della cosiddetta catena respiratoria, cioè quel complesso di proteine che trasforma i nutrienti in energia spendibile per le attività cellulari, si uniscono a livello della membrana interna dei mitocondri. Questa membrana è come una linea frastagliata, fluida, che può cambiare continuamente a seconda degli stimoli, ma in cui ogni ripiegamento non è casuale ma determinato proprio dall’attività di OPA1. Aumentando l’attività di questa proteina si può migliorare l’efficienza della catena respiratoria nel produrre energia e promuovere così la crescita cellulare».

Lo studio è frutto di una collaborazione tra i ricercatori di Padova, presso la cui Università Scorrano è stato recentemente chiamato come professore ordinario di biochimica, dopo una lunga esperienza presso l’Università di Ginevra, e quelli del Centro Nacional de Investigaciones Cardiovasculares (CNIC) di Madrid, guidati da José Antonio Enriquez. Lo scienziato spagnolo, coautore dello studio, lo spiega così: «Il nostro lavoro chiarisce ulteriormente che relazione ci sia tra la forma e la funzione delle strutture cellulari. In particolare, la struttura delle involuzioni della membrana mitocondriale (le cosiddette criste) è peculiare e mostra una sorprendente variabilità tra un tessuto e l’altro, anche in base a influenze esterne come l’attività fisica, l’alimentazione, le malattie. Tuttavia per molto tempo il legame tra forma e attività dei mitocondri è rimasto oscuro: questo lavoro dimostra che il cambiamento della struttura delle criste ha un impatto diretto sulla capacità della catena respiratoria mitocondriale».

Le implicazioni pratiche della scoperta non sono immediate, ma potrebbero essere importanti: «La capacità di questo gene di aiutare il metabolismo potrebbe essere sfruttata in futuro per la cura di molte malattie mitocondriali, che prese a una a una sono condizioni rare, ma nel loro insieme sono fra le patologie ereditarie più comuni» conclude Scorrano. «Alcuni esperimenti in corso nel mio laboratorio fanno ben sperare in questo senso, anche se prima di parlare della messa a punto di applicazioni terapeutiche vere e proprie dovranno passare molti anni».


Scienza in rete è un giornale senza pubblicità e aperto a tutti per garantire l’indipendenza dell’informazione e il diritto universale alla cittadinanza scientifica. Contribuisci a dar voce alla ricerca sostenendo Scienza in rete. In questo modo, potrai entrare a far parte della nostra comunità e condividere il nostro percorso. Clicca sul pulsante e scegli liberamente quanto donare! Anche una piccola somma è importante. Se vuoi fare una donazione ricorrente, ci consenti di programmare meglio il nostro lavoro e resti comunque libero di interromperla quando credi.


prossimo articolo

L'inarrestabile invasione dei mozziconi

disegno di mozzicone di sigaretta

4.500 miliardi di mozziconi all'anno infestano il pianeta con plastica e sostanze tossiche, ben documentate dalla ricerca scientifica. Le iniziative di volontariato cercano di sensibilizzare su un fenomeno di inquinamento pervasivo che per la legge europea sarebbe del tutto a carico delle aziende produttrici, dalla raccolta alla complessa bonifica. Ma la realtà per ora è diversa, e le "cicche" sono ovunque. Immagine di copertina e illustrazione all'interno generata da Claude.

Sabato 13 giugno, lungo i Navigli di Milano, una sessantina di volontari ha passato poco più di un'ora a raccogliere ciò che la città lascia cadere a terra ogni giorno senza farci troppo caso. Il bilancio, presentato nell'ambito della nona edizione della Green Week, riporta 220 chili di rifiuti e 12.400 mozziconi di sigaretta, raccolti in quattro aree verdi tra la Darsena, la Conca del Naviglio, il Parco Segantini e il Giardino Nascosto, in parte anche in acqua con un'imbarcazione elettrica e con gli Stand up paddle (SUP).