Musei della Chimica: una giornata studio

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Perché una giornata studio sui Musei di Chimica proprio a Castiglioncello? La risposta è tutta nel messaggio di chiusura del Sindaco del Comune di Rosignano Marittimo (Livorno), Alessandro Franchi, che ha fortemente voluto questo evento. Oltre un anno fa, infatti, l’amministrazione comunale aveva affidato al Professor Nicola Bellini dell’Istituto di Management della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, uno studio su "Prospettive e scenari di sviluppo per il territorio di Rosignano Marittimo". Una delle indicazioni emerse dallo studio riguarda lo sviluppo di attività denominate “smart specialization”: attività produttive caratterizzate da innovazione e tecnologia, ma anche legate alla storia e alla tradizione del territorio. Tra le idee proposte dai cittadini di questo Comune c’è stata appunto quella di un Museo interattivo dedicato alla Chimica. Perché è proprio la Chimica, con l’Industria Solvay, l’elemento dominante del passato, ma probabilmente anche del futuro, di Rosignano. Da qui è nata l’idea di offrire un’occasione per approfondire questo tema, chiamando a convegno i principali rappresentanti dei Musei Universitari e delle collezioni italiane dedicate alla Chimica e gli esperti di musei interattivi di nuova concezione.

La giornata si è svolta venerdì 23 novembre nella cornice di Villa Celestina a Castiglioncello e si è aperta con una serie di relazioni da parte dei curatori dei Musei di Chimica Universitari esistenti, legati tra loro grazie alla “Rete dei Musei di Chimica”, interna alla Società Chimica Italiana, che ha patrocinato l’evento. Tra i presenti, il Museo di Chimica dell’Università di Genova e quello della Sapienza di Roma, l’Archivio Storico di Torino, ASTUT, la Collezione Ugo Shiff di Firenze e un gruppo da me coordinato che organizza attività di divulgazione della Chimica in collaborazione con il Museo di Storia Naturale di Rosignano Solvay. Quasi tutte queste realtà hanno un alto contenuto storico e un carattere conservativo, ma sono attive anche nella formazione e nella didattica della Chimica. Molti di questi Musei hanno un legame stretto con le Scuole, di ogni ordine e grado, e offrono percorsi guidati, laboratori e attività che rendono questi Musei della Chimica davvero preziosi.

La giornata studio è proseguita nel pomeriggio con una sessione aperta al pubblico a cui erano stati invitati i massimi esperti di Museologia Scientifica e in particolare di Musei della Scienza Interattivi, anche per approfondire come la Chimica può essere presentata all’interno di questi Musei innovativi. La sessione dedicata al ruolo dei musei nel rapporto tra Scienza e Società è stata aperta dal professor Luigi Campanella, direttore del Polo Museale di Roma, che ha centrato la sua analisi sul cambiamento del ruolo dei musei scientifici fino ad oggi, per adattarsi alla sete di conoscenza dei cittadini e per formare le generazione di domani. Campanella ha sottolineato le relazioni dei nuovi Musei con l’educazione, la cultura e l’economia, esaltandone il dinamismo, l’interattività e la capacità di creare nuove connessioni. Questi concetti sono stati richiamati da tutte le relazioni successive, dove si è parlato di casi concreti, dai grandi Science Center ai piccoli musei tecnico-scientifici di tipo interattivo, sparsi per l’Italia, che, seppur meno noti, costituiscono un esempio di centri culturali importanti anche per l’economia dei territori in cui sono collocati.

Si è passati quindi alle testimonianze dei due più grandi Musei della Scienza Italiani, la Città della Scienza di Napoli, con il direttore della Fondazione IDIS, Luigi Amodio, e il Museo Leonardo Da Vinci di Milano, con la responsabile dei Programmi “Scienza e Cittadini” e “Servizi Educativi”, Sara Calcagnini. Amodio ha parlato delle origini della Città della Scienza, con il recupero dell’area industriale di Bagnoli, evidenziando la capacità di questo centro di interagire con le Scuole, gestire grandi progetti anche europei e di creare nuove imprese. La Calcagnini, soffermando l’attenzione sulle parti del Museo della Scienza di Milano legate alla Chimica, ha descritto efficacemente gli step che hanno portato alla nascita della nuova sezione dedicata all’Industria Chimica di Base. Questa sezione, aperta nel 2011 in occasione con l’anno internazionale della Chimica, è uno dei pochi esempi di spazio interattivo dedicato all’Industria Chimica, e come raccontato dalla Calcagnini, la sua realizzazione ha visto la partecipazione e il coinvolgimento di molte Industrie della Chimica. Un altro esempio di attività interattive è stato illustrato da Susanne Rehn, curatrice della parte dedicata alla Chimica del Museo della Scienza di Monaco. Da questi esempi di successo, basti pensare al numero di visitatori che supera le centinaia di migliaia ogni anno, e’ chiaro quindi che parlare di Chimica, anche di Chimica di Base, è possibile. Attraverso esposizioni interattive, i visitatori, compresi i più piccoli, possono “giocare” con le molecole e imparare concetti fondamentali della reattività chimica, grazie ad esempi tratti dalla vita di ogni giorno, come i particolari tessuti degli abiti sportivi e le plastiche. Accanto a questi Musei “giganti”, Paola Rodari, leader di progetto di molti Science Center in Italia e all’estero nonché docente di museologia scientifica al Master della SISSA di Trieste, ha raccontato come sono nati alcuni musei interattivi più piccoli e meno noti, come il Museo del Balì di Saltara (PU), i Musei della Cartiera Papale di Ascoli Piceno e il Museo dell’Innovazione e della Tecnologia di Fermo nelle Marche. Queste realtà hanno un forte connotato territoriale, perché collocati in un contesto storico e geografico ben preciso, ma sono anche frutto di una concezione intelligente dello sviluppo tecnico-scientifico ed hanno un grande valore per contenuto di innovazione e input per le economie.

Una giornata decisamente ricca, che ha dato l’opportunità agli addetti ai lavori di confrontarsi, scambiarsi idee e stabilire delle connessioni per il futuro, ma anche al pubblico e agli amministratori locali per conoscere tutte le potenzialità dei Musei della Scienza e in particolare della Chimica.


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