fbpx In mostra le parole dell'universo | Scienza in rete

In mostra le parole dell'universo

Primary tabs

Tempo di lettura: 3 mins

Mentre l'anno dedicato all'astronomia e a Galileo sta per finire, si inaugura la mostra Astri e particelle. Le parole dell'Universo che dal 27 ottobre fino al 14 febbraio 2010 si potrà visitare al Palazzo delle esposizioni di Roma. E' un bel modo per chiudere in bellezza.

Se qualcosa sappiamo del luogo in cui ci capita di vivere, infatti, lo dobbiamo a quel gesto che Galileo fece 400 anni fa: puntare il cannocchiale verso il cielo. Da lì in poi la conoscenza del cosmo è cresciuta enormemente tanto che nessun contemporaneo di Galileo avrebbe potuto neppure immaginare il nostro universo così come lo vediamo in questa mostra: immenso, violento, pulsante, rumoroso, vivo. Ed è cresciuta velocemente: un secolo fa conoscevamo solo una galassia, la nostra. Oggi gli astronomi ritengono che le galassie siano circa 140 miliardi. E, sempre un secolo fa, nessuno avrebbe potuto prevedere come le ricerche dell'infinitamente grande e dell'infinitamente piccolo si sarebbero intrecciate: studiare le particelle e la luce che vengono dalle profondità del cosmo ha contribuito a capire molte cose dell'universo.

Oggi dunque sappiamo molto, ma tanto c'è da scoprire. Basti pensare alla porzione ancora "oscura" di ciò che esiste: 20% di materia oscura e 75% di energia oscura. Quindi solo il 5% è  capito in termini di materia normale.

La mostra realizzata dall'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, l'Istituto Nazionale di Astrofisica e l'Agenzia Spaziale Italiana con la direzione scientifica di Roberto Battiston fa il punto sulle nostre conoscenze in modo immaginifico. Effetti speciali a due e tre dimensioni e  macchine interattive ci permettono di capire le dimensioni e l'età dell'universo, di cosa è composto, come si sono formati i pianeti, le stelle e le galassie. C'è, ad  esempio, la simulazione grafica su computer del Big Bang, l'espansione violenta e rapidissima avvenuta 14 miliardi di anni fa, o la macchina che ci permette di ascoltare il rumore della radiazione cosmica di fondo, ovvero della luce prodotta dal Big Bang che oggi è "fredda" e ha la frequenza delle onde radio. Se volete passare dall'infinitamente grande all'infinitamente piccolo, potete invece farvi una bella doccia cosmica: basta entrare e vedrete il vostro corpo attraversato da una fitta pioggia di particelle microscopiche e invisibili che arrivano da distanze inimmaginabili del Cosmo. Niente di pericoloso, comunque. La doccia cosmica mostra solo ciò che accade quotidianamente: ogni giorno miliardi di particelle che non possiamo vedere attraversano la Terra e gli esseri viventi che la popolano. Nella mezz'ora che impiegherete a visitare la prima parte della mostra, ad esempio, un milione di raggi cosmici vi avranno trafitto. Per non parlare dei 10 milioni di miliardi di neutrini prodotti dal Sole che avranno attraversato il vostro corpo. Se, invece, siete interessati alla vostra origine, potete pesarvi sulla bilancia che vi dirà quanto del vostro peso è fatto di materiale proveniente dalle stelle.

Lo scopo della mostra, però, non è solo raccontare l'universo, ma anche come l'uomo sta penetrando i suoi misteri, la scienza che c'è dietro. Una grande sfera, che ha l'aspetto di Giove e poi si trasforma nel Sole, ospita al suo interno interviste filmate con gli scienziati che l'universo lo studiano. I visitatori salgono montagne e scendono negli abissi marini, entrano nelle viscere della Terra e vengono lanciati nello spazio. Tutto virtualmente, si intende. Lo scopo è esplorare gli esperimenti che oggi, da sotto il mare così come dalla cima di una montagna, cercano di decifrare i messaggi che il nostro universo ci manda.

Durante la mostra, al Palazzo delle esposizioni si svolgeranno anche numerosi  incontri su questi temi. Il calendario completo degli eventi si trova sul sito del Palazzo delle esposizioni.

Articoli correlati

Scienza in rete è un giornale senza pubblicità e aperto a tutti per garantire l’indipendenza dell’informazione e il diritto universale alla cittadinanza scientifica. Contribuisci a dar voce alla ricerca sostenendo Scienza in rete. In questo modo, potrai entrare a far parte della nostra comunità e condividere il nostro percorso. Clicca sul pulsante e scegli liberamente quanto donare! Anche una piccola somma è importante. Se vuoi fare una donazione ricorrente, ci consenti di programmare meglio il nostro lavoro e resti comunque libero di interromperla quando credi.


prossimo articolo

Morti improvvise e vaccino anti Covid: il vaccino protegge molto di più

fiala di vaccino contro COVID

Uno studio canadese molto solido, costruito sui registri sanitari dell’Ontario, ha preso in considerazione oltre 6 milioni di persone, usando dati già ripuliti dai fattori di confondimento. I risultati confutano l’ipotesi che la vaccinazione contro Sars-CoV-2 comporti un rischio aggiuntivo di morte improvvisa per persone apparentemente sane di età tra 12 e 50 anni. È abbastanza per mettere la parola fine alle polemiche sull’aumento di morti improvvise da vaccino: la malattia è più pericolosa.

Sono passati sei anni dall’inizio della pandemia da Sars-CoV-2 e negli ultimi cinque più di 100 milioni di dosi di vaccini sono state somministrate, in una campagna di immunizzazione mondiale che non ha precedenti per dimensioni e tempistica.

La pandemia si è esaurita, la gravità dei quadri clinici dovuta alle infezioni si è fortemente attenuata (soprattutto grazie all’immunità indotta dalle vaccinazioni) e nuovi tasselli di conoscenze scientifiche si aggiungono a quanto già acquisito in corsa.