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Medicina culinaria: ricerca e salute in cucina

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Mi farà bene? Mi farà male? Come perdere peso? Come controllare il colesterolo? Il rapporto tra alimentazione e salute è strettissimo e oggetto di un crescente interesse collettivo. La medicina culinaria è una disciplina che coniuga la scienza medica con l’arte culinaria allo scopo di contribuire a prevenire o a trattare malattie specifiche, in un contesto di sostenibilità sociale e ambientale. Mercoledì 16 luglio alle ore 18 in diretta su Scienza in rete Franca Braga, di Slow Medicine, ne parla con Michele Rubbini, docente all’Università di Ferrara, e Chiara Manzi, fondatrice di Cucina Evolution Academy, autori del saggio Medicina culinaria, edito da Zanichelli.

 


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Il CREA rischia una grave perdita di autorevolezza scientifica

In una lettera aperta un gruppo di ricercatori, fra i quali il Nobel Giorgio Parisi, Elena Cattaneo e Paola Bonfante, esprime la preoccupazione per le nuove nomine di direttori del CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria), l'ente nazionale di ricerca vigilato dal  Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste. Le nomine sembrano infatti «trascurare l’attinenza fra la carriera scientifica dei prescelti come direttori e le aree di ricerca dei Centri». Alcuni profili dei nuovi direttori mostrano curricula da «giovane borsista» più che da ricercatore maturo».In conclusione: «Chiediamo quindi che le procedure di nomina dei Direttori dei Centri CREA siano rese pienamente trasparenti, verificabili e fondate su criteri scientifici chiari, comparabili e coerenti con la missione dei singoli Centri. Il Paese ha bisogno di un CREA forte, autorevole e rispettato a livello internazionale. Per esserlo, deve essere guidato da figure scientificamente riconosciute nei settori che sono chiamate a rappresentare».

Il CREA è il principale ente pubblico italiano di ricerca in agricoltura e scienze agroalimentari. Per questo, le recenti nomine da parte della dirigenza dei 12 Direttori dei suoi Centri di ricerca non possono essere considerate una vicenda interna all’Ente, ma riguardano la credibilità stessa della ricerca pubblica nazionale in un settore strategico per il Paese.