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L'impatto dell'emergenza climatica sulla salute

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La COP 26 di Galsgow ha adombrato - ma non affrontato come si sarebbe dovuto - il tema delle conseguenze della crisi climatica sulla salute pubblica, e del ruolo cruciale dei co-benefici (riduzione dell'inquinamento, cambiamenti nella dieta, mobilità attiva etc.) nella lotta ai cambiamenti climatici. Ne abbiamo parlato con Marina Romanello, direttrice scientifica dell'iniziativa "Lancet Countdown" dell'University College di Londra (UCL). Oltre al Rapporto 2021 Lancet Countdown dedicato a clima e salute, Romanello è fra i co-autori del rapporto dell'Istituto superiore di sanità "Mitigazione del cambiamento climatico e prevenzione della salute in Italia: la politica dei co-benefici".

Intervista di Luca Carra.

 


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Cambiamenti climatici: l'adattamento non ostacoli la prevenzione

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La retorica dell'adattamento rischia di far coincidere il controllo degli effetti del cambiamento climatico con l'intervento sulle sue cause. La sanità pubblica insegna che protezione e mitigazione non sono strategie alternative: senza la prevenzione primaria, ogni altra misura di tutela resta una rincorsa a un rischio destinato a crescere.

Sylvain Pedneault, CC BY-SA 3.0 <https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0>, via Wikimedia Commons

Dopo l'intervento su Scienza in rete dedicato ad argomentare che quello che oggi viene spesso definito “adattamento” ai cambiamenti climatici non coincide con l'adattamento biologico della specie umana, ma piuttosto in strategie tecnologiche, urbanistiche e organizzative finalizzate a migliorare la convivenza con un ambiente sempre più ostile, ritengo utile compiere un ulteriore passo sul terreno della sanità pubblica.