Le notizie di scienza della settimana #108

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Il ministro Fioramonti ha proposto di tassare merendine e bibite gassate per trovare i soldi per la scuola. Il ministro Di Maio si è detto contrario. Ma l’Organizzazione mondiale della sanità le sostiene, arrivando a suggerire che la tassa potrebbe pesare per il 10-20% del prezzo del prodotto generando così un beneficio economico oltre che di salute. Paesi come Finlandia, Danimarca, Estonia, Francia, Ungheria, Portogallo, Svezia e Messico hanno adottato imposte sui consumi di cibi insalubri, e in alcuni casi detassazioni dei cibi salutari. Leggi l'articolo di Scienza in rete per i dettagli.

Crediti immagine: AJEL/Pixabay. Licenza: Pixabay License

Scienza in Parlamento 

Suicidio assistito: l'esperienza degli Stati Uniti. Negli USA il suicidio assistito è consentito nel Distretto della Columbia (Washington), Maine, New Jersey, California, Colorado, Hawaii, Oregon, Vermont, Montana. Le statistiche riportano pochi casi. Ad esempio, nella città di Washington lo scorso anno si sono registrati due suicidi assistiti in malati terminali di cancro, mentre altri due sono morti prima di poterne usufruire. L’American Medical Association è contraria al suicidio assistito dal medico. Per questo, il Death of Dignity Act del Distretto della Columbia prevede la prescrizione della dose letale da parte di un medico ma non la sua presenza obbligatoria al momento del suicidio [Washington State Department of Health]

La scienza aiuti la politica. “Poter contare su esperti competenti e indipendenti in grado di supportare i decisori politici in tema di innovazione e ricerca in ambito scientifico e tecnologico è un'esigenza sempre più diffusa. Pensiamo al nostro recente passato: quanti deragliamenti e discussioni infondate si sarebbero potuti evitare?" Con queste parole la senatrice Elena Cattaneo inizia il suo articolo "Il sapere ci salva", in cui cita i diversi movimenti nati in questi anni per far contare di più la scienza nella società e nella politica italiana: dal Gruppo 2003 al Patto trasversale per la scienza, a ScienzaInParlamento [La Stampa; Elena Cattaneo]

Materiali critici. Una nota del Parliamentary Office of Science and Technology (POST) esamina la domanda e l'offerta dei “materiali critici” nel Regno Unito e i modi per migliorare la sicurezza dell'offerta. Il Regno Unito importa la maggior parte dei suoi materiali critici (come il cobalto, neodimio, platino, indio e gallio), ma non ha ancora individuato una strategia specifica per la domanda e l'offerta di queste materie prime, che sono fondamentali per la realizzazione di diverse tecnologie emergenti, come le auto elettriche, le infrastrutture di energia rinnovabile, i computer e gli smartphone. Il riutilizzo di tali materiali può migliorarne l'efficienza delle risorse, anche se la scarsa quantità di materiali critici presenti nella maggior parte dei beni di consumo, rende il riciclaggio un processo complicato [Parliament UK]

Cronache della ricerca

Chi di citazione ferisce, di citazione perisce. Si è sempre parlato di paradosso italiano. L’Italia investe poco in ricerca ma i suoi ricercatori eccellono nella letteratura e nelle citazioni. Come è possibile? Secondo uno studio di Alberto Baccini, Giuseppe De Nicolao ed Eugenio Petrovich, la ragione potrebbe essere che gli italiani si citano a vicenda più degli altri. L’impennata dei “ring citazionali” corrisponderebbe secondo gli autori all’inizio delle valutazioni ANVUR, che decidono parte dei finanziamenti alle università nonché delle abilitazioni nazionali. Secondo alcuni commentatori, tuttavia, il “doping citazionale” fa la differenza soprattutto a livelli bassi, ma non sposta le classifiche dei ricercatori altamente citati. Il biostatistico e condirettore del Meta-Research Innovation Center dell’Università di Stanford John Ioannidis ha proposto un nuovo modo per classificare i ricercatori di tutto il mondo secondo un conteggio delle citazioni che eviterebbe le distorsioni delle autocitazioni [Scienza in rete; Sergio Cima]

L'investimento in ricerca in Europa sotto gli obiettivi. L'intensità di ricerca e sviluppo è un termine usato da Eurostat per misurare la spesa per la ricerca delle imprese, degli istituti di istruzione superiore, delle amministrazioni pubbliche e delle organizzazioni private senza scopo di lucro, in percentuale sul PIL. La media UE è dello 2,06 per cento, ben al di sotto dell'obiettivo del 3 per cento fissato dalla Commissione europea nella sua strategia politica per il 2020. Nel 2017, la spesa totale dell'UE in R&S è stata di 317,1 miliardi di euro, con una media di 620 euro per abitante. Nel 2016, secondo l'annuario regionale Eurostat del 2019, quasi la metà della spesa interna lorda totale dell'Europa in R&S si è svolta in appena 27 delle 266 regioni. 11 regioni (5 in Germania) hanno registrato spese di R&S superiori al 4% del PIL [Science business]

Va bene innovazione, ma facciamo ricerca. Continua la polemica sulla sostituzione del termine “ricerca” con “innovazione” a livello europeo. Il 17 settembre è partita una lettera firmata da centinaia di fisici (fra i quali Luciano Maiani e Massimo Inguscio) rivolta alla Commissione e al Parlamento europeo perché rimettano la ricerca in capo alla commissaria europea Mariya Gabriel, che al momento fa riferimento solo “ai giovani e all'innovazione" [Scienza in rete]

Planet Intelligence

Soldi e clima. Le grandi ricchezze si traducono automaticamente in immensi impatti ambientali, indipendentemente dalle intenzioni di chi le possiede. Lo sostiene nella sua rubrica sul Guardian Gerge Monbiot. Bisogna ridurre il gap fra ricchi e poveri, e reinvestire nell'economia circolare, conclude Monbiot. È dello stesso parere Bill McKibben che titola il suo articolo sul New Yorker: “Il denaro è l'ossigeno che alimenta il fuoco del riscaldamento globale”. Intanto i miliardari del Pianeta fanno grandi utili anche investendo nelle misure di mitigazione e adattamento al cambiamento climatico, come osserva l’Economist.

Occhio alla biodiversità. Torna l'allarme lanciato 57 anni fa Rachel Carson con "Primavera silenziosa". Un nuovo studio, pubblicato su Science, analizza l'abbondanza dell'avifauna negli Stati Uniti e in Canada negli ultimi cinquant'anni. I risultati sono sconfortanti: si registra una perdita del 29 per cento dell'avifauna, corrispondente a quasi tre miliardi di uccelli. Uno dei dati più preoccupanti, inoltre, è che tale perdita non riguarda solo le specie a rischio, ma anche quelle comuni e più importanti per gli ecosistemi. La ricerca arriva in contemporanea a una lettera firmata da oltre 1.600 scienziati, tra cui il "padre della biodiversità" Thomas Lovejoy, che chiede finanziamenti urgenti per la tutela della biodiversità [Scienza in rete; Anna Romano]

ICSI e staminali per salvare il rinoceronte bianco. Del rinoceronte bianco settentrionale non restano che due femmine in vita. Un team internazionale di scienziati, impegnati nel progetto BioRescue per la conservazione della specie, è riuscito a far sviluppare in vitro due embrioni che potranno, un giorno, essere impiantati in una madre surrogata della sottospecie meridionale. Tuttavia, anche se impianto e gravidanza andassero a buon fine, la sottospecie settentrionale avrebbe una variabilità genetica praticamente inesistente, per cui il progetto mira a lavorare anche con le cellule staminali [Scienza in rete; Anna Romano]

Civilà digitale

Deep fakes. Hanno cominciato i cinesi con l'app Zao, un programma che consente di sostituire la propria immagine a quelle delle star in programmi televisivi e film. Ma ora anche gli americani ci stanno lavorando a ritmi forsennati. La nuova tendenza si chiama Deep-fakes. Manipolazioni profonde delle immagini e delle identità su cui lavorano contemporaneamente hacker e addetti alla cyber security [Technology review; Patrick Howell O'Neill]

Picasso neurale. Si sapeva che dietro al famoso dipinto che Picasso fece durante il periodo blu, “Il vecchio chitarrista”, si celava l’immagine di una donna. Ora, con la tecnica di neural style transfer, Anthony Bourached e George Cann dell’University College London sono riusciti a ricostruire interamente il dipinto sottostante della donna, con stile, forma e colori presumibilmente molto vicini all’originale. Forse si potrebbe usare la stessa tecnica per completare opere lasciate incompiute, come la Sala delle Asse di Leonardo da Vinci al Castello Sforzesco di Milano? Chi può dirlo? [MIT Technology review; Emerging Technology from the arXiv]

Vrooom. Le auto elettriche sono pulite e silenziose, facendo il bene del Pianeta ma il male dei pedoni disattenti. Ecco allora che le case automobilistiche si preparano a inventare rumori per le loro vetture elettriche che in qualche modo facciano risuonare il loro brand. Nissan, per esempio, per il nuovo modello della Leaf ha ideato un suono “funzionale ed emozionale” che simula efficacemente il tipico rumore del motore [New York Times; Niraj Chokshi]

Diritti, ricerca e salute

Polipillola per i poveri. Visto che i poveri rischiano di incorrere più facilmente in infarti e altri accidenti cardiaci, perché non fornire loro una polipillola che riduca questi eventi? Non l’ha proposta Jonathan Swift, ma l’American Heart Association, che ha pubblicato un articolo sul New England Journal of Medicine. Lo studio ha osservato un effetto sugli esiti intermedi di pressione e colesterolo. In media ai 303 poveri (reddito inferiore a 15.000 dollari) e in prevalenza neri trattati la pressione è scesa di 9 mm e il colesterolo LDL di 15 mg/dl rispetto ai 2 mm e 4 mg/dl dei controlli. La polipillola è composta da atorvastatina, amlodipina, losartan e idroclorotiazide [N Engl J Med; Daniel Muñoz et al.]

Svapare è un po’ morire. Si diffonde in modo epidemico il vaping nelle scuole statunitensi, e mentre si discute di quanto possano far male anche le sigarette elettroniche, si registrano i primi morti dovuti all’aggiunta di oli a base di THC, il principio psicoattivo della marijuana. Crisi respiratorie, casi di coma e morti si registrano nella Central High School di Crystal Lake, vicino a Chicago, come racconta il New York Times.
La FDA ha aperto una inchiesta. Finora ha analizzato 150 campioni raccolti da pazienti che si sono ammalati in tutto il paese e li sta testando per un'ampia gamma di sostanze chimiche, tra cui nicotina, THC, agenti usati per il taglio della droga e altre sostanze. [Washington Post; Lena H. Sun]

 

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Ricerca in Italia: non piangiamoci addosso

Il gusto di piangersi addosso sull’aumento delle auto-citazioni, mentre le valutazioni bibliometriche sull’impatto della ricerca italiana mostrano dati confortanti. Crediti: Università di Granada.

Il recente articolo di Baccini et al. [‘Citation gaming induced by bibliometric evaluation: A country-level comparative analysis’, PLoS ONE, vol. 14, no. 9, Sep. 2019] sta facendo molto discutere la stampa italiana ed estera. Ancora oggi è uscito l’ennesimo articolo su The Times che, dopo Le Monde, Corriere della Sera, Nature e altri ancora, salta a cavallo della notizia di uno scandalo “doping” delle citazioni.