fbpx Live 3 luglio: L’atomica, la scienza, la pace | Scienza in rete

L’atomica, la scienza, la pace

--
Tempo di lettura: 1 min

Il webinar “L’atomica, la scienza, la pace”, a partire dal nuovo libro di Pietro Greco L’atomica e la responsabilità della scienza (L’asino d’oro edizioni), vuole fare il punto su deterrenza ed equilibrio del terrore, le responsabilità storiche della scienza e di come i fisici hanno trovato nel trauma della bomba le ragioni di un impegno per la pace e il disarmo. Intervengono Giorgio Parisi, Premio Nobel per la fisica 2021. Ilaria Maccari, Istituto di fisica teorica Politecnico federale (ETH), Zurigo. Alessia Nota, Gran Sasso Science Institute (GSSI), L’Aquila. Giulia Venditti, Dipartimento Quantum Matter Physics Università di Ginevra. Conducono Luca Carra e Jacopo Mengarelli.

 


Scienza in rete è un giornale senza pubblicità e aperto a tutti per garantire l’indipendenza dell’informazione e il diritto universale alla cittadinanza scientifica. Contribuisci a dar voce alla ricerca sostenendo Scienza in rete. In questo modo, potrai entrare a far parte della nostra comunità e condividere il nostro percorso. Clicca sul pulsante e scegli liberamente quanto donare! Anche una piccola somma è importante. Se vuoi fare una donazione ricorrente, ci consenti di programmare meglio il nostro lavoro e resti comunque libero di interromperla quando credi.


prossimo articolo

Nepal, quando una montagna diventa un’alluvione

Dal collasso di roccia e ghiaccio sul Langtang Lirung alla piena catastrofica: che cosa sappiamo, che cosa resta incerto e che ruolo può avere avuto il riscaldamento dell’alta montagna. E sopratutto cosa fare per capire meglio e anticipare immani catastrofi come questa. Ne scrive Giorgio Vacchiano.
Immagine satellitare dell'area interessata dall'alluvione, da USGS EarthExplorer, https://earthexplorer.usgs.gov/

Il disastro che il 26 agosto 2026 ha colpito il Nepal e il Tibet non è stato una normale alluvione provocata semplicemente da precipitazioni estreme, e nemmeno, propriamente, il solo “crollo di un ghiacciaio”. Le evidenze disponibili indicano una catena di processi iniziata oltre cinquemila metri di quota con il cedimento congiunto di roccia e ghiaccio sul versante settentrionale del Langtang Lirung.