fbpx Energia solare galleggiante | Scienza in rete

Energia solare galleggiante

Primary tabs

Tempo di lettura: 2 mins

Si chiama FTCC, acronimo di Floating,Tracking, Cooling, Concentrationl ed è il primo impianto pilota in Italia per la produzione di energia dal sole attraverso pannelli a concentrazione, galleggianti, mobili e raffreddati ad acqua.
E’ stato inaugurato ufficialmente stamani presso il laghetto di Colignola, nel Comune di San Giuliano Terme (PI).
 
La tecnologia dell'impianto è stata brevettata da Scienza Industria Tecnologia, società ospitata nel Polo Tecnologico di Navacchio, in collaborazione con Koinè Multimedia di Pisa, un sistema che si appresta a cambiare il futuro del fotovoltaico nel nostro paese.Il FTCC, infatti permette di ottenere rilevanti vantaggi rispetto ad impianti a terra:

  • Riduzione del 20% dei costi del kWh.
  • Aumento di oltre il 75% dell’energia prodotta (resa di 2060 kWh delsistema FTCC contro i 1170 kWh di impianti a terra)

L’idea è nata con la precisa volontà di ridurre i costi e l’invasività degli impianti fotovoltaici tradizionali, sfruttando bacini artificiali di origine industriale (laghi di cava, baciniidroelettrici) o di raccolta delle acque per l’agricoltura.
La struttura di Colignola occupa una superficie di appena 300 mq, con un peso di 7 tonnellate capace di galleggiare in circa 5 metri di profondità ruotando attorno al suo ancoraggio centrale alla continua ricerca della miglior posizione per ricevere il sole. Il movimento della struttura è fornito da motori ad elica di appena 300 Watt che sono alimentati dall’impianto stesso, mentre il raffreddamento viene effettuato tramite pompe con la stessa acqua del laghetto.
La produzione dell’impianto pilota è di 30 Kw effettivi.


Scienza in rete è un giornale senza pubblicità e aperto a tutti per garantire l’indipendenza dell’informazione e il diritto universale alla cittadinanza scientifica. Contribuisci a dar voce alla ricerca sostenendo Scienza in rete. In questo modo, potrai entrare a far parte della nostra comunità e condividere il nostro percorso. Clicca sul pulsante e scegli liberamente quanto donare! Anche una piccola somma è importante. Se vuoi fare una donazione ricorrente, ci consenti di programmare meglio il nostro lavoro e resti comunque libero di interromperla quando credi.


prossimo articolo

Terapie riparative? No grazie: non c’è niente da riparare

Coppia con bandiera arcobaleno

Le cosiddette terapie riparative dell’omosessualità e delle identità transgender, sono pratiche condannate dalla comunità scientifica internazionale, ma un’offerta persiste in diversi Paesi, tra cui l’Italia. La UE non è riuscita a vietarle. La strada verso l’accettazione degli orientamenti di genere è ancora lunga, come ci indica drammaticamente la cronaca.
Foto di Norbu GYACHUNG su Unsplash
 

Il nodo è venuto al pettine: più di un milione di cittadini dell’UE ha chiesto alla Commissione Europea di vietare in tutti gli Stati membri le cosiddette terapie riparative dell’omosessualità e delle identità transgender, interventi medici e psicologici che la comunità scientifica internazionale da tempo ha giudicato inutili e nocivi, ma che vengono ancora praticati e tollerati in alcuni Paesi. Al momento, però, non esistono le condizioni politiche per raggiungere l’unanimità del Consiglio dell’Unione Europea, che occorre per approvare una decisione in tal senso.