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Dove sta andando e dove potrebbe andare l’Organizzazione mondiale della sanità?

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Dopo le diverse reazioni suscitate dalla decisione di Trump di portare gli Stati Uniti fuori dall’organizzazione, Eva Benelli discute con tre esperti - Maurizio Bonati, Marco Martuzzi e Rodolfo Saracci - sul modello Oms nel suo complesso, analizzandone le prospettive e le possibili trasformazioni rese necessarie dai cambiamenti geopolitici.

 


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Regime shift: quando i sistemi naturali perdono equilibrio

elaborazione grafica della rappresentazione di AMOC

L’immissione di grandi quantità di acqua dolce negli oceani può spingere l’AMOC verso un potenziale regime shift, alterando uno dei principali motori climatici del pianeta. Un nuovo studio mostra perché questa circolazione è vulnerabile e quali segnali indicano un possibile punto di non ritorno: ne parliamo con Riccardo Farneti, ricercatore all’ICTP di Trieste.

Immagine di copertina: elaborazione grafica della mappa topografica dei mari del Nord e dei bacini subpolari con le correnti di superficie e di profondità. Crediti: R. Curry, Woods Hole Oceanographic Institution/Science/USGCRP, licenza: CC BY 3.0

Un recente studio pubblicato su Earth System Dynamics da Marcel Boot e Henk Dijkstra mostra come l’immissione di acqua dolce negli oceani Indiano e Atlantico possa alterare la Atlantic Meridional Overturning Circulation (AMOC). È una dinamica che rappresenta un potenziale regime shift: un rapido passaggio da uno stato climatico stabile a uno nuovo, più povero e incerto. Ne parliamo Riccardo Farneti, ricercatore all’ICTP di Trieste ed esperto di modellistica oceanica.