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Domestici (is back)

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Domestici (is back)

Una nuova uscita ogni settimana, per guardare gli animali domestici un po’ meno con gli occhi dell’abitudine e un po’ più con quelli della conoscenza.

Viviamo con gli animali da millenni.
Eppure spesso li capiamo pochissimo.

  • Perché i cani mangiano la cacca?
  • È vero che gli animali preferiscono le donne agli uomini?
  • Perché un gatto smette di usare la lettiera?
  • Perché possiamo tenere un tucano ma non una lontra?

Domestici (is back) è una newsletter sugli animali che vivono con noi, osservati con gli strumenti della scienza. Così da non perdere di vista la complessità delle relazioni che costruiamo con loro, senza nulla togliere all’affetto: perché voler bene a un animale è essenziale, ma non significa necessariamente capirlo.

Ricevi ogni settimana una storia sugli animali con cui vivi.

Cover — Pipì fuori posto
#13 maggio 2026

Pipì fuori posto

Non è dispetto né errore: quando un gatto urina fuori dalla lettiera ci sta dicendo qualcosa su salute, ambiente o relazioni.

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Cover — Vecchio mio
#12 aprile 2026

Vecchio mio

Yanez non è più giovane: gli aspetti cognitivi, emotivi e socio-comportamentali dell’invecchiamento del cane, oltre le solite magagne fisiche.

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Cover — Gusti difficili
#11 17 aprile 2026

Gusti difficili

Sul cibo i gatti hanno gusti difficili: come funziona il loro senso del gusto e perché sono così selettivi.

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Una nuova uscita ogni settimana

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Niente tutorial per diventare il “pet parent perfetto”, né favole motivazionali o classifiche delle “razze più intelligenti”. Ma tanto comportamento animale, evoluzione, salute, benessere, legislazione, relazione e tutto quello che rende la convivenza con altre specie molto più complicata (e interessante) di come spesso la raccontiamo.


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La geografia capovolta delle competenze socio-emotive

squadra di bambini di cui si vedono le mani unite

Definire e mappare la povertà educativa in Italia è il primo passo per costruire interventi efficaci e favorire lo sviluppo di competenze fondamentali per la persona. Tra queste, quelle socio-emotive, come curiosità, empatia e resilienza, sono decisive per la crescita personale e professionale. Il progetto ENRICH le ha rilevate per la prima volta con un campione rappresentativo su scala nazionale, e i risultati fanno riflettere.

Che cos’è la povertà educativa? Definirla non è mai stato semplice, complice il fatto che questo concetto ha spesso assunto significati diversi e che solo in tempi recenti ha acquisito attenzione sistematica a livello economico e sociologico. Storicamente, e come a volte permane nel senso comune, povertà educativa era sinonimo di analfabetismo. Un problema, quindi, da considerare marginale nei Paesi “avanzati” e risolvibile con una scolarizzazione di massa.