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Il CREA rischia una grave perdita di autorevolezza scientifica

In una lettera aperta un gruppo di ricercatori, fra i quali il Nobel Giorgio Parisi, Elena Cattaneo e Paola Bonfante, esprime la preoccupazione per le nuove nomine di direttori del CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria), l'ente nazionale di ricerca vigilato dal  Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste. Le nomine sembrano infatti «trascurare l’attinenza fra la carriera scientifica dei prescelti come direttori e le aree di ricerca dei Centri». Alcuni profili dei nuovi direttori mostrano curricula da «giovane borsista» più che da ricercatore maturo».In conclusione: «Chiediamo quindi che le procedure di nomina dei Direttori dei Centri CREA siano rese pienamente trasparenti, verificabili e fondate su criteri scientifici chiari, comparabili e coerenti con la missione dei singoli Centri. Il Paese ha bisogno di un CREA forte, autorevole e rispettato a livello internazionale. Per esserlo, deve essere guidato da figure scientificamente riconosciute nei settori che sono chiamate a rappresentare».

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Il CREA è il principale ente pubblico italiano di ricerca in agricoltura e scienze agroalimentari. Per questo, le recenti nomine da parte della dirigenza dei 12 Direttori dei suoi Centri di ricerca non possono essere considerate una vicenda interna all’Ente, ma riguardano la credibilità stessa della ricerca pubblica nazionale in un settore strategico per il Paese.

Come studiosi impegnati a promuovere la ricerca di eccellenza in Italia, esprimiamo forte preoccupazione per le scelte fatte che sembrano trascurare l’attinenza fra la carriera scientifica dei prescelti come Direttori e le aree di ricerca dei Centri: appare sorprendente, ad esempio, il caso del Centro di Genomica e Bioinformatica, una struttura cruciale per il futuro del miglioramento genetico, della biodiversità agraria e delle biotecnologie vegetali, alla cui direzione è stato nominato un professore di Meccanica Agraria che si occupa di meccanizzazione forestale e sicurezza del lavoro. Il punto non è mettere in discussione la dignità scientifica di una disciplina rispetto ad un'altra, ma chiedere coerenza tra il profilo del Direttore e la missione del Centro che è chiamato a guidare. I ricercatori chiedono autorevolezza e competenza al proprio Direttore: il livello scientifico-tecnologico della ricerca prodotta dal Centro di Genomica e Bioinformatica richiede un Direttore con esperienza e prestigio in tali discipline.

La direzione di un Centro di ricerca non è una semplice funzione amministrativa: richiede un profilo scientifico riconosciuto come autorevole, conoscenza profonda del settore, capacità di orientare programmi, valutare priorità e rappresentare l’Ente nella comunità internazionale. Questo aspetto è ben sottolineato nello statuto del CREA dove è riportato che i direttori devono avere un “alto profilo scientifico nelle materie oggetto di attività del Centro”. Ciononostante, i curricula di alcuni dei nuovi Direttori sembrano talora riflettere il profilo scientifico di un giovane borsista e non quello di un ricercatore maturo, con livelli di impatto scientifico che in alcuni casi è prossimo a zero.

In un momento in cui l’agricoltura italiana deve affrontare sfide epocali - cambiamento climatico, sicurezza alimentare, sostenibilità, innovazione varietale, transizione digitale - in un contesto geopolitico sempre più complesso indebolire la guida scientifica dell’Ente nazionale di riferimento appare una scelta difficilmente comprensibile. Il merito e la competenza, nella ricerca, non possono essere evocati come principio generale e poi disattesi nelle decisioni operative.

Chiediamo quindi che le procedure di nomina dei Direttori dei Centri CREA siano rese pienamente trasparenti, verificabili e fondate su criteri scientifici chiari, comparabili e coerenti con la missione dei singoli Centri. Il Paese ha bisogno di un CREA forte, autorevole e rispettato a livello internazionale. Per esserlo, deve essere guidato da figure scientificamente riconosciute nei settori che sono chiamate a rappresentare.

Paola Bonfante - Prof Emerita Università degli Studi di Torino, Commissione Agricoltura Accademia dei Lincei

Elena Cattaneo - Università degli Studi di Milano e Senatrice a vita, Accademia dei Lincei

Giorgio Parisi - Premio Nobel, Università La Sapienza Roma, Accademia dei Lincei

Lucia Colombo - Università degli Studi di Milano, Commissione Agricoltura Accademia dei Lincei

Paolo Costantino - Prof. Emerito Università La Sapienza Roma, Accademia dei Lincei

Carlo Doglioni - Università La Sapienza Roma, Accademia dei Lincei

Marcella Frangipane - Accademia dei Lincei

Michele Morgante - Università degli studi di Udine, Commissione Agricoltura Accademia dei Lincei

Cosimo Palagiano - Commissione Agricoltura Accademia dei Lincei

Annalisa Rosselli – Presidente Commissione Ricerca Accademia dei Lincei

Enrico Alleva - Past-President, Fed. It. Scienze Natura e Ambiente, Accademia dei Lincei

Giovanni Giuliano – Centro Ricerche Casaccia, ENEA (in pensione). Visiting professor, Northwest A&F University, Cina

Massimo Delledonne – Università di Verona

Fiorella Lo Schiavo – Università di Padova e Past President, Società Italiana di Biologia Vegetale

Alessandro Vitale – Ricercatore senior associato Istituto di Biologia e Biotecnologia Agraria, CNR

Silvio Salvi - Università di Bologna e past President, Società Italiana di Genetica Agraria

Aldo Ceriotti - Istituto di Biologia e Biotecnologia Agraria, CNR

Giulia De Lorenzo – Università di Roma “La Sapienza”

Roberto Tuberosa – Università di Bologna

Stefania Masci – Presidente Società Italiana di Genetica Agraria

 

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