Cari Amici, sin dal primo annuncio
della mia nomina a Presidente del CNR ho iniziato a ricevere messaggi
di auguri e attestati di stima. Mi hanno particolarmente
colpito quelli provenienti dalla comunità scientifica e dai giovani
ricercatori precari. Il livello di aspettativa
e di attenzione è decisamente alto, forse anche troppo, rispetto
alle reali possibilità del ruolo oltre che personali. Dal canto mio, sono ben
consapevole delle difficoltà del mandato e dei suoi limiti, così
come dei problemi del CNR e più in generale della ricerca nel nostro
Paese. Ma sono ottimista e
fiducioso. La mobilitazione di
entusiasmi e credito espressi può diventare patrimonio comune con il
quale costruire una più solidale e presente comunità scientifica
sui territori e nelle istituzioni. I laboratori vanno
aperti, liberati dai vincoli di burocrazie miopi e mortificanti.
Va riscoperto il piacere
di fare e far fare ricerca, di condividerla, confutarla, migliorarla.
Ma soprattutto di sceglierla come attività lavorativa, possibile e
qualificante, perché socialmente riconosciuta e apprezzata, e non
mortificata dalle precarietà, dai tempi dilatati per le
stabilizzazioni, da contratti risicati e risibili per importo
economico, da fondi insufficienti e apparecchiature obsolete.
Creatività e vocazione
da sole non possono più bastare, occorre altro. E di questo altro deve
farsi carico l’intera collettività comprendendo che la Scienza è
una delle forme più inclusive di solidarietà che l’umanità possa
esprimere. Per questo sarà
necessario fare rete e usare tutte le nuove e possibili forme di
comunicazione per rendere sempre più familiare e prossima la
Scienza, soprattutto ai non addetti ai lavori. Riducendo le distanze
impareremo a conoscerci e farci conoscere, e questo potrà aiutarci
anche a cambiare in meglio. Ma occorre sapersi
incontrare e comprendersi.
Purtroppo, proprio in
questo campo, registriamo luoghi comuni e ritardi sanati in parte
solo grazie alle capacità comunicative e creative di singoli
ricercatori. Ma se davvero si vuole
essere incisivi occorrerà agire come sistema e saper valorizzare e
capitalizzare tutte le migliori esperienze. Confido nel prezioso
aiuto di Scienza in rete che nel corso di questi anni è
diventata una vetrina e un riferimento importante, non solo per il
Gruppo 2003 e il suo numeroso seguito, ma anche per tanti cittadini.
CNR: riscopriamo il piacere di fare ricerca
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Il Congresso americano riduce quasi a zero i tagli alle agenzie scientifiche voluti da Trump

Le leggi di spesa degli Stati Uniti per il 2026 a cui stanno lavorando insieme democratici e repubblicani al Congresso sembrano garantire un ritorno al budget 2025 delle agenzie scientifiche come NASA, NSF e NOAA. La linea di tagli radicali, anche del 50% proposti da Trump viene quindi sconfessata. Agli appropriation bills manca ora l'approvazione definitiva e la firma del presidente, possibilmente prima del 30 novembre, in modo da scongiurare un nuovo shutdown della pubblica amministrazione.
Nella foto, Capitol Hill, sede del Congresso statunitense.
Tutti noi abbiamo sempre guardato con ammirazione alle istituzioni scientifiche statunitensi. Università e centri di ricerca prestigiosi, poi istituzioni come NASA, NSF (National Science Foundation), DOE (Department of Energy) solo per citarne alcuni. Tutti impegnati in ricerca scientifica di punta nei settori di loro competenza. Tutte queste istituzioni ricevono finanziamenti federali che, ogni anno, entrano a fare parte del budget proposto dal governo per l’anno successivo.