fbpx CNR: riscopriamo il piacere di fare ricerca | Scienza in rete

CNR: riscopriamo il piacere di fare ricerca

Primary tabs

Tempo di lettura: 2 mins

Cari Amici, sin dal primo annuncio della mia nomina a Presidente del CNR ho iniziato a ricevere messaggi di auguri e attestati di stima. Mi hanno particolarmente colpito quelli provenienti dalla comunità scientifica e dai giovani ricercatori precari. Il livello di aspettativa e di attenzione è decisamente alto, forse anche troppo, rispetto alle reali possibilità del ruolo oltre che personali. Dal canto mio, sono ben consapevole delle difficoltà del mandato e dei suoi limiti, così come dei problemi del CNR e più in generale della ricerca nel nostro Paese. Ma sono ottimista e fiducioso. La mobilitazione di entusiasmi e credito espressi può diventare patrimonio comune con il quale costruire una più solidale e presente comunità scientifica sui territori e nelle istituzioni. I laboratori vanno aperti, liberati dai vincoli di burocrazie miopi e mortificanti.
Va riscoperto il piacere di fare e far fare ricerca, di condividerla, confutarla, migliorarla. Ma soprattutto di sceglierla come attività lavorativa, possibile e qualificante, perché socialmente riconosciuta e apprezzata, e non mortificata dalle precarietà, dai tempi dilatati per le stabilizzazioni, da contratti risicati e risibili per importo economico, da fondi insufficienti e apparecchiature obsolete.
Creatività e vocazione da sole non possono più bastare, occorre altro. E di questo altro deve farsi carico l’intera collettività comprendendo che la Scienza è una delle forme più inclusive di solidarietà che l’umanità possa esprimere. Per questo sarà necessario fare rete e usare tutte le nuove e possibili forme di comunicazione per rendere sempre più familiare e prossima la Scienza, soprattutto ai non addetti ai lavori. Riducendo le distanze impareremo a conoscerci e farci conoscere, e questo potrà aiutarci anche a cambiare in meglio. Ma occorre sapersi incontrare e comprendersi.
Purtroppo, proprio in questo campo, registriamo luoghi comuni e ritardi sanati in parte solo grazie alle capacità comunicative e creative di singoli ricercatori. Ma se davvero si vuole essere incisivi occorrerà agire come sistema e saper valorizzare e capitalizzare tutte le migliori esperienze. Confido nel prezioso aiuto di Scienza in rete che nel corso di questi anni è diventata una vetrina e un riferimento importante, non solo per il Gruppo 2003 e il suo numeroso seguito, ma anche per tanti cittadini. 

Articoli correlati

Scienza in rete è un giornale senza pubblicità e aperto a tutti per garantire l’indipendenza dell’informazione e il diritto universale alla cittadinanza scientifica. Contribuisci a dar voce alla ricerca sostenendo Scienza in rete. In questo modo, potrai entrare a far parte della nostra comunità e condividere il nostro percorso. Clicca sul pulsante e scegli liberamente quanto donare! Anche una piccola somma è importante. Se vuoi fare una donazione ricorrente, ci consenti di programmare meglio il nostro lavoro e resti comunque libero di interromperla quando credi.


prossimo articolo

Il Congresso americano riduce quasi a zero i tagli alle agenzie scientifiche voluti da Trump

Capitol Hill

Le leggi di spesa degli Stati Uniti per il 2026 a cui stanno lavorando insieme democratici e repubblicani al Congresso sembrano garantire un ritorno al budget 2025 delle agenzie scientifiche come NASA, NSF e NOAA. La linea di tagli radicali, anche del 50% proposti da Trump viene quindi sconfessata. Agli appropriation bills manca ora l'approvazione definitiva e la firma del presidente, possibilmente prima del 30 novembre, in modo da scongiurare un nuovo shutdown della pubblica amministrazione.

Nella foto, Capitol Hill, sede del Congresso statunitense.

Tutti noi abbiamo sempre guardato con ammirazione alle istituzioni scientifiche statunitensi. Università e centri di ricerca prestigiosi, poi istituzioni come NASA, NSF (National Science Foundation), DOE  (Department of Energy) solo per citarne alcuni. Tutti impegnati in ricerca scientifica di punta nei settori di loro competenza. Tutte queste istituzioni ricevono finanziamenti federali che, ogni anno, entrano a fare parte del budget proposto dal governo per l’anno successivo.