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Agenzie della ricerca USA sotto attacco

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La nuova sede della national Science Foundation, ad Alexandria, Virginia (courtesy NSF).

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La National Science Foundation e i National Institutes of Health sono le due principali agenzie statunitensi di finanziamento della ricerca scientifica. Istituzioni vitali che finanziano i progetti in base a un consolidato sistema di peer review e study section. Ora però l’amministrazione repubblicana pare voglia mettere la mordacchia ai due istituti. Quanto meno ci prova il senatore Randy Paul, il quale, come riferisce Science questa settimana, ha presentato una legge che imporrebbe alcune modifiche sostanziali al funzionamento di queste agenzie.

La prima di queste modifiche introduce due nuovi membri nei panel federali di valutazione dei grant senza competenze nella materia che si va a valutare, giusto per capire "a mente sgombra" ciò su cui vale davvero la pena investire. Vi sarebbe poi un “rappresentante dei contribuenti” (a taxpayer advocate) in grado di valutare il reale ritorno delle ricerche per la società, nuovo pericolosissimo mantra attraverso cui la politica mette il becco nella valutazione della ricerca.

A questo giudice della rilevanza sociale (ed economica) degli investimenti in ricerca andrebbero anche trasferiti le funzioni dell’Ufficio dell’Inspector General della National Science Foundation, il cui compito è di investigare su eventuali sprechi e frodi nella ricerca. Il nuovo Ufficio, denominato, Office of Inspector General and Taxpayer Advocate for Research avrebbe anche potere di veto sui finanziamenti alla ricerca da parte delle agenzie federali. Un regalo poco gradito ai vertici della National Science Foundation, che proprio in queste settimane si è trasferita nella nuova sede di Alexandria, in Virginia.

Altre novità della proposta del senatore repubblicano riguardano l’uso di agenzie come i National Institutes of Health di consentire a chi sottopone un progetto di suggerire potenziali revisori. “Così chi chiede i soldi può proporre le persone che glieli fanno avere” ha commentato Randy Paul, che ha aggiunto: “Ci sono un sacco di ricerche bizzarre che vengono portate avanti con i soldi dei contribuenti. Molti pensano che questa cosa non possa andare avanti così”.

Pur apprezzando la scienza “ogni volta che prendo in mano lo smartphone e vado dal medico” ha detto un altro senatore repubblicano, James Lankford, “resta da capire se le informazioni provenienti dalla ricerca sono accessibili a tutti, e se vengono scelte davvero le ricerche più utili per il paese”.

Nel riferire contenuti della preoccupante audizione di Randy Paul, Science osserva che il senatore, sulle posizioni della destra libertaria, non fa propriamente parte dell’establisment repubblicano e non è noto per essere un gran tessitore di alleanze parlamentari. 

Ma in America tutto è possibile...

 


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